 Nel
documentario, realizzato da Rita Asirelli e Fabio Venturi col finanziamento
della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, ci sono importanti interviste,
a partire da quella ad Antonio
Paolucci che commenta alcune opere di Rambelli come il seminatore «che sembra
ancora impastato con la terra nuda che sta seminando» e il soldato
addormentato del monumento di Brisighella realizzato come «un unico blocco
che fa pensare ad Henry Moore».
In
un’altra intervista Vittorio Sgarbi dichiara, tra l’altro, che «nelle opere
di Rambelli c’è una vitalità che trae energia dalla terra e lo fa uno dei più
originali scultori del ‘900, antiretorico seppure operi in periodo fascista».
«Dovendo tradurre nel linguaggio in
movimento la radice della lingua di Rambelli» - dicono Rita Asirelli e Fabio
Venturi nel commentare il loro lavoro – «abbiamo cercato di farlo con un
montaggio che eliminasse la falsità di un tempo narrativo, privilegiando una
dimensione più spaziale che temporale. Abbiamo cercato una forma nella
speranza di allungare di qualche attimo la presenza di un artista che aveva
l’ambizione di scolpire in pienezza di libertà di pensiero, passeggiando in
equilibrio dentro ad un momento storico, ad una ideologia piena di
contraddizioni come è stata quella fascista».
«Questo riconoscimento mi
trasmette molta gioia» - dichiara il vicesindaco e assessore alla cultura del
Comune di Faenza, Massimo Isola – «perché testimonia l'apprezzamento per un
prodotto di grande fascino emotivo e culturale, che ha saputo leggere Domenico Rambelli in modo efficace e
coinvolgente. Il progetto video è nato all'interno di una mostra dedicata
allo straordinario sculture faentino e permette di dilatare la valorizzazione
di questo punto di riferimento nella storia dell'arte italiana del novecento,
anche in futuro. Obiettivo della mostra era proprio quello di rivitalizzare
il recupero della memoria su uno scultore al quale siamo molto legati, che
nel corso del ‘900 ha inciso in modo importante sullo sviluppo dell'arte
plastica europea».
«Il riconoscimento» – conclude il vice sindaco Isola –
«premia la capacità di Asirelli e Venturi di avere saputo, in pochi minuti,
raccontare una storia profonda, raccontando ed emozionando, facendo conoscere
meglio Rambelli ad un ampio pubblico. La nostra Pinacoteca prosegue nel suo
lavoro con più energia, con la consapevolezza di lavorare da anni su percorsi
di qualità e ricerca di spessore artistico e culturale».
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