Himantoglossum Robertianum
FRANCESCO DONATI· Scovate nel Parco dei Gessi e a Ravenna. Sono circa 30 i tipi che crescono in provincia Dal CORRIERE ROMAGNA 1 aprile 2017 (Nella foto Danilo Lama con la bellissima Himatoglossum scoperta a Zattaglia dall’amico Andrea Gulminelli)
FAENZA. C’è una materia forse da tanti “dimenticata” oppure considerata di nicchia, in cui Faenza eccelle. Ha radici profonde e personaggi di primo piano nella storia a livello nazionale: è la Botanica. Una materia affascinante in grado ancora oggi di riservare emozioni e sorprese. In grado di primeggiare a Faenza grazie soprattutto all’opera del “Gruppo micologico e botanico Villa Franchi”, e di soci come Giuseppe Barattoni (presidente), Danilo Lama o Andrea Gulminelli. Sono quelli come loro che, ripercorrendo le orme del faentino illustre Lodovico Caldesi di tanto in tanto si rendono autori di scoperte sensazionali in grado di arricchire e meglio descrivere il patrimonio naturalistico italiano. E’ il caso delle due specie di orchidea scoperte nel ravennate e finora mai catalogate come esistenti nella flora spontanea provinciale. Si tratta della Ophrys Speculum rinvenuta da Danilo Lama e Giuseppe Barattoni in prossimità della via Romea a Ravenna (parco 2 Giugno) che fiorirà proprio ai primi di giugno e della Himantoglossum Robertianum scoperta da Andrea Gulminelli a Zattaglia zona Valletta con fioritura precocissima a febbraio. “La segnalazione – spiega Lama- è stata inviata per la catalogazione a Giros (Gruppo italiano ricerca orchidee selvatiche). Entrambe le specie sono spettacolari, abbastanza rare, seppure esistenti anche in altre regioni, ma qui da noi non risultavano”. L’orchidea è uno dei fiori spontanei più belli e misteriosi. “La Ofris speculum - continua l’esperto - imita per esempio gli occhi dell’insetto impollinatore (una vespa) e pare che il suo profumo riproduca i feromoni femminili dell’imenottero. Ci sono esemplari che si riproducono solo grazie ad uno specifico insetto: se questo si estingue, anche l’orchidea scompare”. Può succedere di incontrare specie non ancora catalogate? “Succede soprattutto eseguendo analisi genetiche molecolari: attraverso il dna della pianta si risale a nuove varietà di fiori, magari simili ad altri, a volte indistinguibili ad occhio nudo”. Al tempo stesso succede che vi siano anomalie quali orchidee albine o apocromatiche (tutte di un colore). Proprio le orchidee sono una delle attrazioni del Parco dei Gessi da febbraio a giugno/luglio: “nel ravennate abbiamo una trentina di varietà: preferiscono le radure, i prati e i terreni poco fertili, i boschi (castagneti, faggete, pinete). E’ chiamata anche pianta pionieristica perché è la prima a colonizzare un’area dove si è verificata una frana, o vi è stato un riporto di terra”. Cercare orchidee può diventare il valore aggiunto di escursioni, passeggiate, fotografie. Il Gruppo Botanico è disponibile a raccogliere segnalazioni e registrare eventuali scoperte.

