Il Granduca Leopoldo II
|
Agli inizi del 1840
Il Granduca Leopoldo II di Toscana
costruiva i primi tratti
ferroviari lungo le direttrici interne, ma già si pensava a come poter valicare gli Appennini. Tra i molti progetti
presentati quello più praticabile
risultò quello del padre scolopio Giovanni Antonelli astronomo, fisico ed
ingegnere che prevedeva di risalire la valle dell'Arno fino a Pontassieve, poi
il fiume Sieve e valicare le montagne lungo la direttrice Dicomano - Villore
(frazione di Vicchio) - Marradi, proseguendo poi tranquillamente lungo la valle
del fiume Lamone fino a Faenza. Il tracciato era abbastanza semplice, sfruttava
gli ampi fondovalle fatta eccezione per
10-15 km circa all'altezza del crinale appenninico, e prevedeva di
collegare l'enclave granducale di Marradi, orograficamente parte della Romagna
e quindi dello Stato della Chiesa, con la patria. Nel decennio successivo il
dibattito in merito fu molto animato e controverso, ma alla fine le preferenze
andarono al tracciato Pistoia - Bologna che, seppur molto più impegnativo nella
parte toscana, era più corto e poteva sfruttare la già esistente ferrovia Maria
Antonia. Il collegamento ferroviario diretto tra Firenze e Bologna fu
realizzato 80 anni dopo. Nel 1863 venne
inaugurata la Porrettana ma l'immenso successo ne dimostrò subito
l'inadeguatezza, e le discussioni sui possibili tracciati di una seconda linea
transappenninica ripresero vigore, particolarmente dal 1865 con il
trasferimento della capitale del Regno d'Italia a Firenze, e poi a Roma nel
1971. Si fece un'opera di mediazione tra i progetti esistenti, ed altre accese
discussioni nacquero riguardo al tracciato dal Mugello a Firenze.
Le scelte possibili
erano tra un percorso facile e diretto verso Roma via Pontassieve oppure un
percorso difficile ma più utile per Firenze via San Piero- Vaglia. La linea fu infine finanziata dalla legge
Baccarini ( Alfredo Baccarini di Russi deputato liberale eletto per la prima
volta nel 1876, poi Ministro dei Lavori Pubblici nei gabinetti Cairoli (I, II e
III) e nel IV Governo Depretis dal 1878-1883) Il 9 novembre

