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giovedì 12 novembre 2015

BRISIGHELLA, CASO “GHIARONA”: INTERROGAZIONE IN GIUNTA REGIONALE SU LOTTIZAZIONE ILLEGITTIMA


Bignami (FI): "La regione intervenga per tutelare i 47 proprietari di case"

In una interrogazione alla giunta, il consigliere Bignami (FI) ha chiesto se "corrisponde a verità che ad oggi permangono i danni arrecati ai quarantasette proprietari" di case costruite nel 1994, quando il Comune autorizzò la lottizzazione, "senza rispettare il decreto Galasso. La Regione intervenga affinché la vicenda della lottizzazione ‘Ghiarona’, che si trascina da più di vent’anni, possa trovare a breve una positiva risoluzione nel rispetto dei privati cittadini coinvolti e nel principio di tutela dell’interesse pubblico”. 
Il Comune di Brisighella, si legge nell'atto ispettivo, nel 1994 autorizzò una lottizzazione denominata Ghiarona “senza rispettare il decreto Galasso (legge a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali)”. Quarantasette cittadini, precisa il consigliere, avrebbero quindi “costruito case in una lottizzazione illegittima (a una distanza inferiore a 150 metri dal fiume Lamone)”.
Inoltre, “il lottizzante non avrebbe rispettato il progetto approvato a suo tempo: non realizzò i parcheggi, i marciapiedi e le adeguate aree verdi”. “L’ex ingegnere capo dell’ufficio tecnico del Comune di Brisighella - e qui Bignami cita notizie stampa - è stato condannato sia penalmente, con l’accusa di abuso d’ufficio, falso e concussione per le accertate irregolarità in merito alla lottizzazione della zona Ghiarona, sia civilmente, per la costituzione di un fondo patrimoniale creato per non pagare i danni della medesima lottizzazione. E ora dovrà risarcire numerosi cittadini e lo stesso Comune”.
In conclusione, il capogruppo Fi chiede alla Giunta “se corrisponde a verità che ad oggi permangono i danni arrecati ai quarantasette proprietari e, in caso affermativo, come intende procedere”.

INTERROGAZIONE SCANDALO GHIARONA ALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA


Missiroli e Sangiorgi sindaci interessati alla lottizzazione illegittima. . Lottizzazione Ghiarona

Il sottoscritto Galeazzo Bignami, Consigliere Regionale di Forza Italia e Presidente del Gruppo di Forza Italia, Premesso che
  • Il Comune di Brisighella, in provincia di Ravenna, nel 1994 autorizzò una lottizzazione denominata “Ghiarona” senza, a quanto risulta, rispettare il decreto Galasso (Legge a tutela dei beni paesaggistici ed ambientali);
  • 47 cittadini avrebbero quindi costruito case in una lottizzazione illegittima, ovvero costruita ad una distanza inferiore a 150 metri dal fiume Lamone, con il rischio che eventi atmosferici possano mettere in pericolo le famiglie interessate, ad esempio lo scorso settembre l’acqua del fiume Lamone arrivò molto vicino alla zona in questione;
  • risulterebbe, inoltre, che il lottizzante non abbia rispettato il progetto approvato a suo tempo: non realizzò i parcheggi, i marciapiedi e le adeguate aree verdi;
considerato che
  • da quanto si apprende dalla stampa, l’ex ingegnere capo dell’ufficio tecnico del Comune di Brisighella, è stato condannato sia penalmente, con l’accusa di abuso d’ufficio, falso e concussione per le accertate irregolarità in merito alla lottizzazione della zona Ghiarona, sia civilmente per la costituzione di un fondo patrimoniale per non pagare i danni della medesima lottizzazione; ed ora l’ingegnere dovrà risarcire i numerosi cittadini e lo stesso Comune di Brisighella;
  • la vicenda in questione fu sollevata anche dall’ex consigliere regionale Gianguido Bazzoni (PDL-FI) nella scorsa legislatura e l’allora Assessore rispose che a seguito della sentenza della Corte di Cassazione del 17 dicembre 2010, nel quale si riconoscono le responsabilità penali dell’ex
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  • ingegnere capo dell’ufficio tecnico del Comune di Brisighella, “l’Amministrazione comunale sta cercando di affrontare le criticità e le problematiche emerse attraverso una serie di verifiche volte a valutare le competenze di tipo amministrativo in capo al Comune, nel rispetto del principio di tutela dell’interesse pubblico e dei privati coinvolti”;
  • a distanza di oltre vent’anni, la situazione non sembra essere risolta;
INTERROGA
La Giunta Regionale per sapere,
  1. se sia a conoscenza delle problematiche inerenti la lottizzazione Ghiarona nel Comune di Brisighella;
  2. se non si ritenga opportuno intervenire affinché questa vicenda, che si trascina da più di vent’anni, possa trovare a breve una positiva risoluzione nel rispetto dei privati cittadini coinvolti e nel principio di tutela dell’interesse pubblico;
  3. se corrisponde al vero che la lottizzazione manca del parere della Legge Galasso e quindi sia illegittima;
  4. se corrisponde a verità che ad oggi permangono i danni arrecati ai 47 proprietari ed in caso affermativo come si intenda procedere.
Galeazzo Bignami


lunedì 11 maggio 2015

LA MEMORIA STORICA A BOLOGNA VISITA LA MOSTRA “DA CIMABUE A MORANDI” E IL “QUADRO DEL DOMENICHINO” PROVENIENTE DA BRISIGHELLA DAL CONVENTO DI S. FRANCESCA ROMANA

Foto Verter Panzavolta

Del quadro del Domenichino e di come finì a Bologna, riporto una sintesi da: Un ministro di Pio IX a Brisighella, Briciole brisighellesi, n. 1. Per gentile concessione  della prof. Clementina Missiroli.
“Elena Fabbri, più giovane del fratello Edoardo essendo nata nel 1789, aveva sposato Luigi Lega portando una dote di 7000 scudi, come registra il notaio di Cesenatico Marco Fiorentini nell’atto del 3 agosto 1814. Che il marito avesse ventisette anni più di lei, non costituiva un problema a quei tempi. I Lega erano pur sempre tra i notabili del paese: Luigi, repubblicano della prima ora, aveva fatto parte della Municipalità nel 1797 all’arrivo dei Francesi e il fratello don Michele, era Prevosto ossia “principalis dignitas” del collegio dei canonici. Non costituiva un problema nemmeno una vicenda poco chiara di cui Luigi Lega era stato protagonista anni prima, nella transazione di una grande pala d’altare di Domenico Zampieri, detto “Il Domenichino”: un “S. Pietro martire” che si trovava nel convento di S. Francesca Romana (ora Palazzo Bernabè n.d.r)  fin dalla sua erezione nel 1632. I fatti in breve si erano svolti così. Nel 1801, a seguito della legge emanata dal governo cisalpino che avocava a sé tutti i beni dei soppressi conventi, il Lega fu incaricato, per quelli di Brisighella, di redigerne l’elenco e stimarne il valore. Col quadro del Domenichino, che fece valutare da un falegname, si tenne piuttosto basso, 10 scudi appena, e fu pronto ad acquistarlo quando venne messo all’asta a Forlì, “per riportarlo in patria e consegnarlo alla Comunità” come dichiarò lui stesso, “per tenerselo o rivenderlo al momento opportuno” come sostenevano i suoi detrattori. La cosa suscitò un certo scalpore non solo nell’ambiente paesano e arrivò all’orecchio del Commissario governativo che ingiunse al Lega di riportare immediatamente l’opera a Forlì, minacciando una denuncia. Fu così che il quadro del Domenichino lasciò questa volta per sempre Brisighella e chi oggi vuole ammirarlo deve recarsi a Bologna, nella Pinacoteca Comunale, dove è custodito. Il Lega non subì conseguenze penali, ma su di lui restò un’ombra di sospetto.”
Brano tratto da: C. Missiroli, Un ministro di Pio IX a Brisighella, Briciole brisighellesi, n. 1
Chi era il “Domenichino” clicca: http://it.wikipedia.org/wiki/Domenichino