giovedì 17 novembre 2016

INTERVENTI A BRISIGHELLA


2016/1353 UNIONE DELLA ROMAGNA FAENTINA PROCEDURA NEGOZIATA AI SENSI DELL'ART. 36, CO. 2, LETT. B) D.LGS. N. 50/2016 PER L'APPALTO DEI LAVORI FINANZIATI CON IL PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 2014-2020, MISURA 8 TIPO OPERAZIONE 8.3.01 ANNUALITÀ 2015/2016, IMPORTO EURO 138.260,00, LOCALITÀ PIANA DI MALANCA E TRATTORABILE BIVIO SINTRIA - CANOVA TOPI, COMPLESSO FORESTALE DEMANIALE ALTO LAMONE, COMUNE DI BRISIGHELLA (RA); CUP F57B16000150007.

2016/1346 UNIONE DELLA ROMAGNA FAENTINA PROCEDURA NEGOZIATA AI SENSI DELL'ART. 36, CO. 2, LETT. B) D.LGS. N. 50/2016 PER L'APPALTO DEI LAVORI FINANZIATI CON IL PIANO DI SVILUPPO RURALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 2014-2020, MISURA 8 TIPO OPERAZIONE 8.3.01 ANNUALITÀ 2015/2016, IMPORTO EURO 109.716,20, LOCALITÀ PUROCIELO, COMPLESSO FORESTALE DEMANIALE ALTO LAMONE, COMUNE DI BRISIGHELLA (RA); CUP F55B16000010007.

2016/1306 UNIONE DELLA ROMAGNA FAENTINA; P.A.O. 2015 FINANZIATO DAL FONDO REGIONALE PER LA MONTAGNA - PROGETTO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SULLA VIABILITÀ COMUNALE DA REALIZZARE IN COMUNE DI BRISIGHELLA (RA); IMPORTO COMPLESSIVO EURO 52.719,00; APPROVAZIONE MODIFICHE AL PROGETTO ESECUTIVO E DETERMINAZIONE A CONTRARRE PER LOTTO 1. CUP F51B15000330005.


BRISIGHELLA ALLA “PROVA DEL CUOCO” CON MIRKO CONTI E ANGELO RANDI


Brisighella scende in campo nel programma televisivo della “Prova del cuoco” e lo farà armata di “guancetta di mora romagnola brasata con pera volpina al sangiovese”. A rappresentare il borgo della val di Lamone sarà il duo composto da Mirko Conti, 29 anni, e Angelo Randi, 41 anni, storici cuochi del ristorante “La Grotta” che venerdì 18 novembre dalle 12 alle 12.15 sfideranno i loro avversari della Campania a colpi di fornelli e ricette speciali. Il piatto da loro proposto è stato accettato dal programma, per cui prepariamoci a sintonizzarci su Rai 1 per assistere in diretta alla preparazione di una ricetta che rappresenta il meglio della cucina del territorio brisighellese.
Il ristorante La Grotta a Brisighella: Dopo essere arrivata nella “top 10” dei borghi più belli d’Italia, arriva una nuova occasione per dare visibilità alla località dell’Appennino faentino. Per l’occasione Brisighella rappresenterà tutta la regione Emilia Romagna in una competizione culinaria che riguarda tutte e venti le regioni italiane. Mirko Conti e Angelo Randi – che da cinque anni hanno aperto il loro ristorante che si trova nei pressi della celebre via degli Asini – saranno la “squadra due” e sarà possibile votarli tramite televoto al numero 4784784 con scritto “2”, oppure chiamando all’894222 selezionando come scelta il numero “2”. Si possono dare fino a cinque voti. Il vincitore passerà alle fasi finali della sfida tra le regioni. Dalla “Prova del cuoco” alle 4 Sagre di Brisighella: Un legame, quello tra Brisighella e la gastronomia, testimoniato anche dalle “4 sagre per tre colli” attualmente in svolgimento per tutte le domeniche del mese di novembre tra le vie del borgo. Dopo il porcello e la pera volpina (portata sul piccolo schermo proprio dai due cuochi della Grotta) il 20 novembre è invece il turno della Sagra del Tartufo. Il re dei funghi è uno dei prodotti più amati e ricercati nell’intero comprensorio faentino. Le varietà del “bianco autunnale” e del “nero” saranno esposte, degustabili e acquistabili in un borgo arricchito da varie iniziative di carattere musicale. Il 27 novembre avrà infine luogo la 57esima edizione della Sagra dell’Ulivo e dell’Olio. È ormai celebre l’olio extravergine d’oliva “Brisighello”, il primo in assoluto a ottenere la denominazione Dop.


L’ ANTICA DISPUTA FRA CASOLA E BRISIGHELLA


BEPPE SANGIORGI Resto del Carlino – Esattamente 200 anni fa, ne raccontato nel recente libro Casola Valsenio, i primi 800 anni, nasceva per motivi di prestigio e territoriali un contenzioso tra i comuni di Casola Valsenio e Brisighella. Lite che si è protratta senza conclusioni di colpi per 120 anni e strascichi appianati solo poco fa. Nel 1816 Papa Pio VII i che le dodici parrocchie brisighellesi comprese tra la Sintria e il Lamone - vale dire un territorio di a tornature con duemila abitanti venissero aggregate al comune di Casola Valsenio. DA TEMPO era in atto una lite fra i comuni m quanto il confine di Brisighella arrivava al fiume, sotto l'abitato di Casola,  poste di qua e di là del ponte che univa le due sponde. Già l'anno prima il prelato brisighellese Domenico Cattani informava da Roma i suoi compaesani che i casolani avevano chiesto il passaggio sotto la loro amministrazione di una fetta di territorio subito di là del fiume, per la tranquillità e il decoro del paese. I brisighellesi ovviamente insorsero contro tale richiesta, accusando monsignor Giovanni Soglia, poi divenuto cardinale, di agire a loro danno. «Cosi - scrive un cronista brisighellese - essendo casolano e uomo di qualche autorità in Roma e stando soprappiù a' servigli del pontefice si reputava autore di questo intrigo, laonde non è a dire quanto il suo nome e quello di ogni altro Casolano si maledicesse». I brisighellesi non avevano tutti i torti riguardo all'influenza del Soglia e dello zio monsignor Giacomo . Il cardinale Giovanni Soglia Coroni LA RICOSTRUZIONE La decisione di Pio VII fu influenzata, pare, dal cardinal Soglia como Braga nei confronti del pontefice Pio VII. CIRCOLAVA infatti a Casola e a Roma il detto: «Se di Pio il favor vuoi che t'appaga, bacia prima la Soglia e poi la Braga». Di fronte alla decisione del Papa, che stabiliva la popdita di un vasto territorio, Brisighella insorse con maggiore veemenza ed inviò emissari a Roma dotandoli di 200 zecchini d'oro per «ungere le ruote». Casola a sua volta riuscì a corrompere il segretario della comunità di Brisighella, così da poter conoscere in anticipo le mosse dei brisighellesi, ma il «doppiogiochista» venne ben presto scoperto. LA CONTESA si concluse nel 1828 con l'aggregazione definitiva al Comune di Casola delle parrocchie di Pagnano, Settefonti, Pozzo, Sant'Andrea e Valdifusa. Una conclusione che accontentava Casola e limitava le perdile di Brisighella che però ritenne tale risoluzione un affronto e una ferita all'orgoglio del paese. Tanto che ancora dopo un secolo e mezzo si narra che una Ceroni di Brisighella conservasse nel suo palazzo un ritratto del lontano parente cardinal Soglia Ceroni, tenendolo però in disparte e commentando amaramente: «Proprio lui ci doveva portare via un pezzo di terra!». IL RIORDINO del territorio provoco anche una ingarbugliata vicenda relativa al catasto urbano di Zattaglia che è stato appianato solo pochi anni fa. E ancor oggi a Casola c'è chi afferma che Brisighella ha avuto otto o nove cardinali e Casola solo uno, ma questi ha avuto più forza, facendo piangere i brisighellesi.


GIOVANNI SOGLIA CARDINALE DI CASOLA VALSENIO BIOGRAFIA COINCIDENZE CON IL CARDINALE BRISIGHELLESE GALAMINI VESCOVO DI OSIMO


Giovanni Soglia Ceroni (Casola Valsenio, 10 ottobre 1779Osimo, 12 agosto 1856) è stato un cardinale italiano. Biografia: Nel 1803 fu ordinato sacerdote. Nel 1826 fu nominato arcivescovo titolare di Efeso. Nel 1835 ricevette il titolo (onorifico) di patriarca latino di Costantinopoli. Papa Gregorio XVI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 18 febbraio 1839. Lo stesso giorno lo nominò arcivescovo di Osimo e Cingoli.* Fu a capo di due governi dello Stato Pontificio: Dal 2 maggio al 2 agosto 1848; Dal 9 agosto al 16 settembre 1848. Il 4 giugno 1848 fu nominato Segretario di Stato. Il 24 novembre 1848 papa Pio IX abbandonò Roma: Soglia Ceroni non seguì il pontefice a Gaeta ma tornò a Osimo, dove il 29 novembre successivo presentò formalmente le sue dimissioni da Segretario di Stato. Morì il 12 agosto 1856 all'età di 76 anni.
* Vescovo di Osimo era stato anche il cardinale brisighellese GALAMINI (1620) dove morì Il 6 settembre 1639. Nel duomo di Osimo si trovano opere d’arte fatte realizzare da cardinali di Brisighella e Casola Valsenio e origine brisighellesi. La bussola lignea introduce alla Basilica è opera del cardinale Giovanni Soglia Ceroni, come dice il suo stemma posto in alto. Navata laterale destra. A questa parete sono appese due delle quattro grandi tele a firma GDL (Gian Domenico Lombardi) dell’inizio del sec. XVIII come rileva lo stemma del cardinale Orazio Filippo Spada (1714-1724) origine cardinale Bernardino Spada. Cappella della Madonna: Degno di nota il coro ligneo del cardinale Giovanni Soglia Ceroni. CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA- BATTISTERO - Si tratta di una chiesa battesimale fin dalle sue origini, ma certamente fu destinata a tale funzione agli inizi del XVII sec. quando il cardinale Agostino Galamini, vescovo di Osimo, commissionò la decorazione del soffitto della chiesa, la realizzazione di un fonte battesimale in bronzo (Domenico Paganelli ha realizzato la fontana di Faenza) e un affresco sulla parete dell’altare come parti di un unitario programma iconografico volto a rimarcare le proprietà salvifiche dell’acqua battesimale.
Nella Cattedrale di S. Flaviano colpisce il maestoso e ricco soffitto voluto dal cardinale Galamini nel 1620