giovedì 15 novembre 2012

NON SANNO PIU’ DOVE SBATTERE LA TESTA


CON. AMI, DI CUI BRISIGHELLA E SOCIO EX ACQUEDOTTO MARRADI, SI ACCOLLA ALTRI DEBITI DEL CIRCUITO FERRARI DI IMOLA. PIU’ DI UNA FASE NUOVA SEMBRA UN ACCANIMENTO TERAPEUTICO. COSA DIRANNO GLI ALTRI COMUNI CONSORZIATI VISTO CHE IL CON.AMI NON E’ NATO SOLO PER IMOLA, NE’ PER GESTIRE GLI IMPIANTI.
La conclusione sarà che a pagare saranno sempre e solo i cittadini, e ancora una volta non solo quelli di Imola e del suo circondario. Dopo aver affidato in modo sprovveduto la gestione della risorsa infrastrutturale più importante del territorio a società che non si sono dimostrate all'altezza ed essere entrati frettolosamente con il Con.Ami nella gestione sborsando appena 24 mesi fa 4 milioni di euro per salvare il salvabile. Chi governa la città non sa più cosa fare e tenta ancora di correre ai ripari con questa ennesima operazione salvataggio che impegna ulteriori risorse dei cittadini del territorio imolese accollandosi ancora una parte degli ammortamenti della società , circa 1/5. Questo ennesimo salvataggio è finanziato con le reti dell’acqua , con la rete gas, con le tariffe dei rifiuti anche dei cittadini province di Ravenna (Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio e Castel bolognese) e Firenze ( Palazzuolo sul Senio e Marradi) un fatto anomalo che sicuramente farà “arricciare parecchi nasi” visto che il Con.Ami con le sue risorse è parecchio concentrato unicamente sul Comune di Imola rispetto agli altri 22 consorziati. Con.Ami non è nata solo per il Comune sul Santerno! Ormai ci siamo stancati del parolaio Manca che dichiara che ci sarà “un’altra fase nuova”. Due anni fa il Consorzio mise quattro milioni di euro a disposizione della società che gestisce il Ferrari e ora si carica una parte degli ammortamenti, più che una fase nuova sembra un accanimento terapeutico di persone che non sanno più dove sbattere la testa….e questo sicuramente non è un bel segnale per la Città.




La Notizia

Come annunciato a sorpresa, giovedì pomeriggio, dal sindaco Daniele Manca, sarà ConAmi ad assumere la gestione diretta dell’Autodromo di Imola (e dunque a decidere anche sugli investimenti) per costruire quell'equilibrio finanziario che, negli ultimi anni, è stato un difficile obiettivo da perseguire. E Montroni non lo nasconde: “L’equilibrio può essere raggiunto solo se la società Formula Imola producesse ricavi significativi e ciò non è avvenuto anche per via della insufficiente sostenibilità di questo mercato, soprattutto relativamente alle prove in pista – allarga le braccia il presidente -. Attualmente la perdita è di 518mila euro ma Formula Imola non è una società che ha dei debiti, sconta la difficoltà di ammortizzare i costi di avvio, circa 660mila euro”. 
Le aspettative sul calendario 2012 sono state in parte disattese: le giornate di prove in pista si sono ridotte notevolmente in numero: per quest’anno, erano state previste 160 giornate di attività complessive, tra rumorose e non (erano state 110 nel 2010 e 92 nel 2011), ma Montroni lascia intendere che il calo c’è stato. E adesso, serve una svolta decisiva: “Bisogna rivedere il calendario e ridurre gli eventi rumorosi – anticipa Montroni -. Nei prossimi giorni formuleremo una proposta sugli investimenti al Comune (un piano industriale, ndr) e bisognerà trovare condivisione sulla durata della convenzione che andremo a siglare”.
Tutti d’accordo dunque? Selvatico Estense ci sta. Formula Imola, infatti, ha accettato di recedere consensualmente dalla convenzione trentennale che la società aveva siglato con il Comune: nel frattempo, il presidente della società rassicura: “non stiamo spostando i debiti da Formula Imola a ConAmi – dice -, ma il Consorzio prende in carico le immobilizzazioni e gli ammortamenti chiedendo alla società di pagare una quota di questi ultimi”. 
Sembrerebbe tutto semplice. In realtà, non è facile capire il meccanismo per il quale Formula Imola trasferisce a ConAmi la gestione dell’Autodromo quando, dentro la stessa società, il Consorzio detiene già il 57% delle quote (l’altro 43% è di Motorsport eventi). Insomma, il pericolo – avvertono le minoranze – “è che, a girare e ad andarci di mezzo, siano sempre gli stessi soldi, quelli pubblici, dei cittadini, in caso di problemi”.
Ma Montroni anche qui prova a rassicurare. “Nessun cambio degli assetti societari – chiarisce subito -. Qui sta emergendo la volontà del Comune di riappropriarsi del controllo di un bene di tutti che rappresenta 60 anni di storia. E credo che il pubblico non possa permettersi di dire, a cuor leggero, che domani l’Autodromo deve chiudere. Per altre società come l’Osservanza, per le quali è venuto meno lo scopo, si è proceduto alla chiusura: ma qui si tratta dell’Autodromo che produce ancora il 25,6% del fatturato delle strutture alberghiere quando è in attività”.
La riorganizzazione voluta dal Comune vedrebbe ConAmi a capo della gestione degli investimenti (ma quali non è ancora dato sapere), mentre Formula Imola verrebbe “trasformata in società di promozione e gestione degli eventi” – come annunciato dal sindaco Manca. E ciò dovrebbe servire anche “a garantire il miglior utilizzo e sviluppo di un’infrastruttura fondamentale per l’economia, in un rapporto più compatibile con le esigenze dei residenti e l’uso del Parco delle Acque Minerali”. 
Selvatico Estense ha chiarito anche l’aspetto più propriamente economico del recente accordo quinquennale intercorso tra Formula Imola e la Dekra per realizzare nell’Autodromo un centro di eccellenza per la guida sicura e che porterà, nelle casse della società, un milione di euro in cinque anni.


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