martedì 22 settembre 2015

CORPO UNICO DI POLIZIA PER LA ROMAGNA FAENTINA, NOTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE: CONTINUA L’ANNESSIONE A FAENZA


"Dopo una campagna elettorale in cui si è dato grande risalto al tema della sicurezza, nel consiglio comunale di lunedì 21 settembre, vedremo tradotte le intenzioni dell'amministrazione in linee di mandato ancora molto vaghe, specie negli impegni specifici. Addirittura contraddittori, perché nello stesso consiglio, siamo chiamati a votare il conferimento all'Unione dei comuni della funzione di Polizia municipale e Polizia amministrativa locale": l'accusa alla amministrazione di Faenza arriva dai consiglieri 5 Stelle, Massimo Bosi, Andrea Palli e Maria Maddalena Mengozzi.  "E si scopre perché, pur avendo il Comune la possibilità di fare nuove assunzioni per la funzione, queste non siano state fatte - proseguono i consiglieri pentastellati -. L'amministrazione aveva già preso impegni con la Regione di accorpare la funzione a livello di Unione, avendo come beneficio, per il solo fatto di fondersi in Unione, la possibilità di non doversi più allineare alla dotazione organica prevista di 86 operatori sul totale dei singoli enti interessati (numero indicato dalla legge regionale in base agli abitanti: "1 vigile ogni 1000 abitanti”). Con la costituzione del corpo unico, infatti, si può prevedere un nuovo standard minimo di dotazione organica di operatori ridotto del 20%, pari quindi ad un totale di 69 operatori previsti per il corpo unificato, che significa, allo stato attuale (66 operatori in servizio), la possibilità di incrementare l'organico di sole 3 unità l'organico". "Sebbene la Polizia Municipale non abbia un ruolo attivo nella repressione dei reati - è la posizione dei grillini -, nel presidio del territorio svolge una azione determinante. Ma con la creazione del Corpo Unificato, addio possibilità di incremento del personale, più carichi amministrativi per Faenza, più distanze da coprire con le stesse pattuglie, servizi riorganizzati con minori disponibilità in termini di orario nei presidi dei comuni fuori Faenza e passaggi amministrativi interni nell'iter di pratiche, che da questi comuni dovranno convergere su Faenza. Un percorso di accorpamento, in parte già realizzato, i cui effetti in termini di impatto economico, patrimoniale e finanziario, che evidenzi la situazione ex-ante nei singoli bilanci dei comuni interessati ed ex-post negli stessi bilanci ed in quello dell'Unione, come pure gli indicatori relativi al livello di servizio assicurato ai cittadini, non sono stati esplicitati. Nonostante si tratti di un percorso intrapreso da tempo, ci si trova ad esaminare un provvedimento carente di queste evidenze, negli ultimi giorni utili per permettere all'amministrazione di ricevere dalla Regione 50.000 euro, una tantum, da destinare prevalentemente ad investimenti, con cui ha barattato i tagli di personale e spese per la funzione, da ora e per i prossimi anni. È così che il PD regionale vuole gestire tutti i settori; "accorpa, taglia ed impera" ha sostituito il "divide et impera" nella guerra in cui si trovano tutti i giorni i cittadini per far valere i propri diritti. Nella sanità, nei trasporti, nelle amministrazioni locali. In questo ha deciso di primeggiare l'Emilia Romagna; a questo si adegua anche l'amministrazione faentina".

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