domenica 29 gennaio 2017

MALTEMPO. NOI AGRICOLTORI IMPARATA (PER FORZA) DAL NEVONE 2012


A PROPOSITO del forte maltempo in centro Italia ho pensato di raccontarvi la mia esperienza di alcuni anni fa, oltre ad alcune considerazioni sulla gestione del territorio. Siamo agricoltori, sulle colline romagnole. Nel 2012, con il 'nevone' di 3 metri, e, per fortuna, senza il terremoto siamo dovuti restare a casa per 21 giorni a causa del ghiaccio. Nessuno ci ha telefonato (anche perché non funzionava il telefono fisso e c'erano grossi problemi con i cellulari) per sapere le nostre condizioni, di forze dell'ordine e protezione nessuna traccia. Per sopravvivere in queste zone rurali è necessario essere autosufficienti e l'esperienza insegna: preparare per tempo la legna per il riscaldamento, rifornire il freezer e l'armadietto dei medicinali, acquistare le bombole del gas per cucinare e la benzina per il generatore di corrente... E sperare di non aver bisogno di medici o ospedali. Qui da noi non esiste strada, ne pubblica illuminazione, né vigilanza di alcun genere, ne acquedotto, ne gas, né raccolta rifiuti, né adsl. I territori agricoli più svantaggiati vengano progressivamente abbandonati dalle amministrazioni, che preferiscono destinare i fondi al rifacimento delle pavimentazioni nei centri città, dove molti negozi chiudono e gli appartamenti cono in vendita. Eppure anche noi 'rurali' paghiamo le tasse, ma non godiamo di alcun servizio. Non si deve stupire se le colline si spopolano: il reddito è ridicolo e si fatica ad andare avanti, a meno che non si disponga di immobili da riconvertire in ristoranti con piscina, erroneamente detti 'agriturismi'. Nessuno si preoccupa della manutenzione del territorio, i fossi e le strade bianche sono lasciati alla gestione di qualche agricoltore volenteroso. In queste zone ad alto rischio idrogeologico la prevenzione totalmente scordata: si preferisce intervenire (con comodo) dopo che si è verificata la frana, allora sono disponibili fondi che, magari, vengono destinati anche ad altri interventi. E dire che non siamo in capo al mondo, ma anche i km (tanto distiamo dalla 'civiltà') in condizioni avverse le mette in difficoltà. Questa Regione, al di là dei proclami, non ha nulla da insegnare. Lettera firmata

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