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sabato 27 luglio 2013

ANCORA A PROPOSITO DI FESTE MEDIOEVALI A BRISIGHELLA


http://brisighellaierieoggi.blogspot.it/2013/02/amarcord.html
Ricevo,  pubblico e commento la lettera in merito alle Feste Medioevali. Le prime vere “Feste Medioevali” (1980) da un’idea del Prof. Andrea Vitali e la volontà di Vincenzo Galassini (Sindaco Brisighella) fino al 1990 gestite direttamente dal comune di Brisighella, poi, fino al 1995 dall’Associazione Feste Medioevali (presidente Galassini), costarono in quindici anni al Comune  80 milioni di lire (40.000 euro attuali) e non ricevettero mai alcun contributo pubblico, nonostante, il successo.  Importante il coinvolgimento dei volontari brisighellesi.
Dal 1996 al 2011 le Feste Medioevali gestite dalla società Brisighella Medioevale s.r.l. di proprietà del Comune di Brisighella, la liquidazione della s.r.l ancora in corso, ha ricevuto contributi pubblici (non comunali) per oltre 1.000.000 di euro, ma non sono servite a valorizzarle, anzi….
Il Sindaco di Brisighella Missiroli afferma che ora i fondi pubblici, “non ci sono più”, non è vero, li ha dirottati per altre iniziative culturali. Una scelta……politica.
Per ricordare le prime vere Feste Medioevali uscirà un libro.
Un vero errore averle rovinate e non crederci più, come la chiusura del Museo della civiltà contadina.
Vedremo cosa farà il nuovo Sindaco dopo le elezioni comunali a Brisighella del 2014.

mercoledì 24 luglio 2013

ADDIO ALLE FESTE MEDIOEVALI?


Il Sindaco Missiroli ha dichiarato il 14 luglio 2013,  al settimanale SETTE SERE,  le “Feste Medioevali di Brisighella, (nate nel lontano 1980 n.d.r),  erano finite e che Brisighella ha trovato altre strade”, qualcuno l’ ha preso sul serio e ha mandato questo manifesto.

 clicca per leggere l'articolo del 14 luglio 2013.



domenica 14 luglio 2013

BRISIGHELLA FESTE MEDIOEVALI: ADDIO, DICHIARAZIONE DEL SINDACO MISSIROLI


«Bisogna uscire dalla logica delle Feste Medievali». Ci credereste che la traduzione letterale è: «Non si fanno più le Feste Medievali»? Con questa espressione il sindaco del romantico borgo collinare, Davide Missiroli, ha inteso dire - più eufemisticamente possibile - che le Feste Medievali, rivedute, corrette e soprattutto «ridotte» da qualche anno a questa parte, semplicemente quest'anno saltano. Non si tratta di una novità assoluta, nel senso che l'assenza dal calendario degli appuntamenti comunali dell'evento che da oltre 30 anni richiama a Brisighella migliaia di persone era stata notata, destando qualche preoccupazione tra gli affezionati delle feste, già modificate nella formula e nelle ambizioni. Per placare gli animi si parlò a quel punto di «rilancio», esattamente un paio di mesi fa, a proposito dell'evento rievocativo in Rocca che si è tenuto a inizio giugno e che avrà un seguito, in notturna, il 20 e 21 luglio prossimi. Questo è, insomma, il menù medievale brisighellese per l'estate 2013, generosamente riassunto nell'elusiva formula «Bisogna uscire dalla logica delle Feste Medievali». «Abbiamo deciso di puntare sull'aspetto romantico del borgo, cambiando decisamente rotta - puntualizza poi il primo cittadino -. Per questo abbiamo messo in campo un calendario che duri tutta estate anziché avere uno-due week-end con tante presenze. E' una scelta economica, visto che rispetto al passato non ci sono più i soldi, ma anche una scelta strategica: vogliamo puntare sulla bellezza e sulla tranquillità del borgo, abbinandole magari alla cultura. Terremo dei momenti di rievocazioni medievali, che certamente sono un'altra cosa. La scelta di abbandonare le feste è stata graduale, e nel futuro vorremmo valorizzare ambienti medievali come Rocca e Pieve Tho. Perdiamo un patrimonio invidiato in tutta Italia? E' assolutamente vero, ma nella vita bisogna avere il coraggio di cambiare: non siamo più negli anni '80 o '90 e non possiamo indebitarci per fare le feste medievali». Difetti di chiarezza a parte, c'è da dire che il senso ultimo di «Brisighella Sogno d'Estate» è veramente questo e il cartellone appare ben costruito.  pubblicato da: Federico Savini, Christian Fossi Sette Sere


BRISIGHELLA FESTE MEDIOEVALI: ADDIO, IL PARERE DELL’IDEATORE ANDREA VITALI


mercoledì 13 febbraio 2013

E’’ USCITO IL “TACCUINO DEL VIAGGIATORE” 2013



In questi giorni è uscito il “Taccuino del Viaggiatore” edizione 2013 a cura del Pro loco di Brisighella, come sempre sono indicati: La Storia, Cosa c’è da visitare, Alberghi, Ristoranti, Agriturismi, Bed & Breakfast, A tavola, Le terme, Un anno di appuntamenti, Sagre di Brisighella. Sagre del territorio, Dove la natura regna sovrana.
Interessante precisare i BedBreakfast sono tanti i nuovi con una o due stanze, il nuovo sito “Brisighella Comunità Ospitale”, in Un anno di appuntamenti le tradizionali“Feste Medioevali”  dopo 33 anni non sono previste (chiusura della società pubblica di proprietà del Comune Brisighella?), e  “Dove la natura regna sovrana” (Parco Carnè e Vena del Gesso) non è indicata la risorsa della “Troia mora” con la nuova stalla all’aperto da 600 maiali.


giovedì 15 novembre 2012

1987 A BRISIGHELLA APRE LA FILIALE DELLA BANCA POPOLARE FAENZA. 2012, IL MONTE DEI PASCHI SIENA, IL 9 NOVEMBRE HA FESTEGGIATO 25 ANNI DI INTENSA ATTIVITA’


1987 Inaugurazione Banca Popolare in via Baccarini, il rag. Luciano Vignoli, il consigliere Franco Celotti, il Direttore comm. Romildo Reggi, il vice direttore della filiale Giacomo Molignoni, sul retro a destra  un quadro di Moreni.

Il 9 novembre 2012 la filiale di Brisighella della Banca del Monte Paschi di Siena ha festeggiato i venticinque anni di attività, aperta il 1 novembre 1987, presenti molti direttori del passato fra cui il primo Sintoni Pier Giorgio. La filiale della Banca Popolare di Faenza nacque su iniziativa del direttore comm. Romildo Raggi, ubicata nei locali siti in via Baccarini n. 23, un palazzo  sede storica. Il fabbricato denominato “Palazzo Lega” di Via Baccarini o “via delle Suore”, fu realizzato nel 1632 come Monastero di S. Francesca Romana ad opera della famiglia Spada, con l’arrivo di Napoleone Bonaparte , nel 1798-1801  il convento, come altri  fu eliminato e le opere d’arte presenti come un Domenichino portato via, ora si trova ora a Bologna, alla Pinacoteca nazionale. Ai primi del novecento nei locali trovava sede la farmacia Sangiorgi, soffitti e pareti affrescati da Giani, trasferita poi in Via Roma, i locali diventarono Osteria del Giglio, in seguito sede del Partito Repubblicano Italiano con annesso circolo, in seguito un negozio da regalo Pi Grec Il Regalo nel 1987 Banca Popolare di Faenza inalterato vecchio  portone d’ingresso (1800)  e gli affreschi.
Nel 1987 il giorno dell’apertura il direttore  come ricordo della Banca al Comune di Brisighella, (Sindaco Galassini) donò dodici disegni inediti di Giuseppe Ugonia, acquistati dal sig. Leporesi di Faenza, per il realizzando Museo della Grafica G. Ugonia in Piazza Marconi. I disegni (40x60) furono esposti nella sala del consiglio Comunale e visitati anche dal prof. Vittorio Sgarbi, Nella sede della Banca, per l’amore dell’arte del direttore Reggi collocò anche un quadro ad olio del grande artista Mattia Moreni (residente a Brisighella). Negli anni successivi la Banca Popolare di Faenza fu sempre generosa per interventi nella cultura brisighellese in modo particolare per le Feste Medioevali, nate nel 1980 fino al-1995 prof. Andrea Vitali, e gestite senza finanziamento pubblico. L’associazione gli dedico una moneta "Brisighello” con marchio della Banca.
Dopo venticinque anni alla nuova gestione auguri di buon lavoro e l’auspicio che  la Banca del Monte e il Comune di Brisighella  possono nuovamente fare ammirare i disegni donati di Giuseppe Ugonia del 1987 e il quadro ad olio di Mattia Moreni di Brisighella e altri a Faenza. Una mostra che ricorderebbe degnamente l’impegno nel passato della Banca e Comune, per la cultura. Vincenzo Galassini ex sindaco di Brisighella e uno dei primi correntisti.
La foto del 1987 proprietà Massimo Vespignani che cura il sito “Banca Popolare Faenza Anni ruggenti” : http://anniruggenti.jimdo.com/l


La Banca del Monte Paschi di Siena oggi. Silvia Maurizi, il direttore Roberto De Marco, Tiziana Bertelli


Il soffitto della Banca, affreschi di Felice Giani

Il “Brisighello” moneta Medioevale delle prime Feste Medioevali (1980-1995.)


sabato 27 ottobre 2012

LA TROIA MORA DI BRISIGHELLA: COME E’ TORNATA?. LA VERA STORIA.



“VIII edizione Alla Mora Romagnola, pregiato suino nero autoctono che solo pochi anni fa rischiava l'estinzione, e' dedicata la Sagra della porchetta di Mora romagnola e Fiera delle biodiversita', in programma tutta la giornata di Domenica 28 ottobre 2012 a Brisighella.”  
Per la verità e “memoria” importante precisare come la “troia mora” è ritornata a Brisighella. Nel 1993 il cuoco Tarcisio Raccagni meglio conosciuto come “Gigiolè” dell’omonimo Albergo nella ricerca gastronomica che faceva per le Feste Medioevali, ideate dal prof. Andrea Vitali un successo enorme nella prima edizione (1980-1995), per le “cene Patrizie” nella Rocca di Brisighella riservate ai giornalisti  e nel libro (ora introvabile) “La mia Cucina Medioevale” insieme al prof. Massimo Montanari dell’Università di Bologna, il professore gli parlava che nella zona di Brisighella per le numerose querce si trovava un “porco moro”. Una ricerca approfondita del prof. Montanari e la ricerca di un amico il sig. Rinaldini  alla Biblioteca del Comune di Faenza assunse maggiori informazioni su tipo di porco moro brisighellese che era diverso da quello di Faenza, Ravenna e Cesena. Tarcisio Raccagni chiese al macellaio Giuseppe Cavallari, titolare della Macelleria Tre Colli di Brisighella, ancora attiva in via Porta Fiorentina 2 , di recuperare il porco o la Troia Mora di Brisighella. Il macellaio Giuseppe  Cavallari riproduce, l’animale scomparsa nella Terra di Brisighella, facendo unire una scrofa meticcia 50% mora, del sig. Ghetti Davide, con il verro, di Perfetti Attilio di Marradi. Ricominciò cosi la selezione per arrivare alla Troia Romagnola con una purezza pari al 90%. La produzione era modesta e durò tempo perché produrre e macellare occorrono tempi lunghi per avere capi da macellare e vendere.  Nel 1995 nell’ex refettorio del convento dei Frati Francescani di Brisighella furono presentati tre prodotti tipici di Brisighella, nati dalla fervida iniziativa e idea di Tarcisio Raccagni, come il “cacio conciato di Brisighella”, i “violini di castrato ” e la coppa e la pancetta di “Troia mora” era presente una delegazione di Slow Food,  la stampa e la televisione (Linea Verde). La Troia mora di Brisighella fu un grande successo per un prodotto di nicchia.   In seguito tutti si sono “appropriati” del nome della “troia mora”.  Il macellaio Cavallari afferma ora ci sono: “Molti maiali neri ma pochi “mori”. C’è da crederci…………. Grazie a Tarcisio e Giuseppe. Vincenzo Galassini


 Tarcisio RaccagniTa

lunedì 21 maggio 2012

IL SULFUREO “PICATRIX” PUBBLICATO NEL 1994, FESTE MEDIEOVALI DI BRISIGHELLA.


Brisighella, il paese dove fu tradotto il più temuto libro del Medioevo. -Esaurito-
Brisighella visse il traduttore del libro di magia citato da Umberto Eco nel suo “Il Pendolo di Foucalt” conservato al British Museum di Londra sotto il nome “Manoscritto Sloane 1305”. Anche la biblioteca dell’Arsenale di Parigi ne possiede una copia così come la Niedersachsische Landsbiblioteche di Hannover, segnato MS IV 397. Il testo, scritto originariamente in arabo nel XI secolo, fu tradotto in Europa nel 1256, sicuramente a Brisighella, il che darebbe a questa cittadina il diritto di aver diffuso nel mondo un satanico best-seller il cui contenuto andava dalla formula per distruggere una città, alla creazione del “raggio del silenzio”, dal disegno di macchine  volanti alla formula per influenzare e uccidere una persona a distanza. Nel ‘500 il “PICATRIX” oltre ad esser messo all’indice dei libri proibiti, fu esecrato persino dai più accaniti astrologi e negromanti, al punto che Cosimo III de’ Medici lo fece buttare nel rogo insieme ad altri libri ritenuti empi. Certamenti il libro resta importante nel panorama dei manoscritti astronegromantici giunti da un oscuro passato.
Qualcuno dice che i terremoti che scuotono a volte Brisighella sono tenuti a bada da un sortilegio del Picatrix: chissà.

NUOVA RIPUBBLICAZIONE DEL “PICATRIX”. UN LIBRO STAMPATO GIA’ DALLE FESTE MEDIOEVALI NEL 1994

Brisighella magica e il libro «copiato»  

Brisighella magica e il libro «copiato»

Brisighella (Ra), quasi ottomila anime. Tre pinnacoli rocciosi con la Rocca manfrediana (secolo XIV), il Santuario del Monticino (secolo XVIII) e la Torre dell' Orologio, ricostruita su resti del XII secolo. È merito di questo comune se oggi leggiamo in volgare Picatrix, uno dei più noti libri di magia dell' Occidente. Era nella biblioteca di Casanova oltre che di Ficino, Pico, Rabelais e Leonardo. Cosa accadde? Alla fine degli anni 80, durante le Feste Medievali, discutendo di Profezia si scoprì che uno dei manoscritti del libro era stato copiato il 21 maggio 1536 a Brisighella, nella «casa che è sulla piazza con due ingressi», presso il palazzo comunale. L' editrice Mimesis lo fece tradurre, partendo da un primo lavoro dei convenuti. E ora lo ristampa (pp. 274, euro 21). È di origine greco-egizia Picatrix? Forse. Di certo passò per Brisighella.RIPRODUZIONE RISERVATA (12 maggio 2012) - Corriere della Sera
ETICHETTA: IERI, Feste Medioevali, Picatrix.

DEL PICATRIX ANDREA VITALI NE’ PARLO ALLE FESTE MEDIOEVALI, PRIME E UNICHE -1980/1995-, IN UN CONVEGNO SULLA “PROFEZIA”-
Prof. Andrea Vitali*
*Chi è  -clicca-   

LA CURIOSITA’
IL PICATRIX, IL LIBRO NASCOSTO CHE BRISIGHELLA HA RISCOPERTO
Di Francesco Donati 20 maggio 2012 Corriere di Romagna BRISIGHELLA. Non poteva mancare in questo 2012 di carestie e misteri, di profezie Maya e di oscuri scenari finanziari, una notizia che mette in primo piano Brisighella quale patria dell’esoterismo, della magia e delle scienze occulte. Non fosse altro per le celebri Feste Medioevali, la cui fama si lega non solo agli spettacoli, ma anche ad importanti ricerche su uno dei periodi più inquietanti della storia. Proprio a Brisighella, qualche giorno fa il “Corriere della Sera” attribuiva il merito di poter leggere oggi il “Picatrix” il primo e più importante trattato di magia, astrologia e negromanzia pervenuto a noi dal mondo antico. Un testo che l’editrice Mimesis fece tradurre negli anni 80 partendo dai lavori di un convegno a Brisighella e che adesso ripropone in una ristampa. Magie e profezie targate Brisighella. Illustri personaggi quali Casanova, Rabelais, Pico della Mirandola, Leonardo, Marsilio Ficino, Cornelio Agrippa tenevano segretamente custodita una copia del Picatrix nelle loro biblioteche. Ebbene, la traduzione italiana disponibile prese il largo proprio da un testo manoscritto ora custodito nella Biblioteca nazionale di Firenze copiato a Brisighella il 21 maggio 1536, come risulta dallo stesso. Nel 1989 fu il faentino Andrea Vitali, direttore artistico delle Feste di allora e medievista, a convocare un’équipe di studiosi coordinata da Paolo Aldo Rossi dell’Università di Genova, lo stesso che ne ha curato la prima stampa in italiano. Il convegno era in tema con il titolo delle Feste “La profezia”. Le successive indagini portarono a scoperte straordinarie ma è recentissima quella da attribuirsi proprio ad Andrea Vitali, di aver individuato la casa dove il Picatrix fu trascritto. La casa del Picatrix. «È quella che ha due facciate su piazza Marconi» afferma Vitali. L’edificio era ancora sconosciuto. «Per un vizio di traduzione si riteneva che la casa avesse due ingressi, caratteristica comune a più fabbricati, invece il testo riferisce di una casa specifica con due facciate (duobus faciebus et iuxta pallacium comunis) sulla piazza davanti al Comune. Credo di non sbagliarmi nel ritenere che la casa sia proprio quella in angolo con i portici davanti al municipio» nota come il Palazzotto dei Naldi. I contenuti del Picatrix. I contenuti del testo sono inquietanti. Tra l’altro si raccomanda il lettore di avere scrupolo di non renderli disponibili a chi potrebbe farne un uso distorto, trarne malefizi anziché benefici per malvagità o mancanza delle competenze necessarie. «Non è un trattato di magia come l’opinione comune potrebbe intendere - dice Vitali -, bensì un testo magico - religioso appartenente alla corrente ermetica neoplatonica diffusa nel Rinascimento. Spiega l’esistenza di un Dio macrocosmico che regola gli spiriti della natura e dell’universo, un universo dove l’uomo occupa uno spazio microcosmico ed è quindi in grado di asservire a sé gli spiriti celesti, evocandoli attraverso formule e rituali riportati nel libro». Un trattato rimasto a lungo proibito. Nel Medioevo il testo è stato accusato di stregoneria, ritenuto addirittura un manuale oscuro legato all’evocazione del demonio. Diventa profetico per il destino dell’uomo attraverso l’applicazione di formule e riti magici che mettono in corrispondenza simboli e forze naturali, pietre, animali, pianeti e piante. E’ stato stampato solo dopo la rimozione dei vincoli di “trattato proibito”. Così è diventato una fonte d’ispirazione di numerosi gialli, come ad esempio quelli scritti da Valerio Evangelisti e da Umberto Eco. Lo conoscevano anche gli egizi. L’edizione in italiano è tratta dalla traduzione latina, diffusa segretamente tra il Trecento e il Quattrocento, di un testo più antico di origine araba e pare addirittura egizia, il cui titolo vuol dire “la fine del saggio”. Potrebbero trovarvi spiegazione alcuni misteri legati alle piramidi e a sortilegi divini. Secondo taluni però, Picatrix non è altro che una distorsione del nome Ippocrate.

giovedì 22 marzo 2012

ADDIO A TONINO GUERRA, VISITO’ LE FESTE MEDIOEVALI DI BRISIGHELLA NEL 1992


E’  morto questa mattina Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore romagnolo. La sua collaborazione con i maggiori registi italiani, da Fellini ad Antonioni, da Rosi ai Taviani, lo ha immortalato come uno dei più importanti sceneggiatori del nostro cinema. Nato nel 1920, aveva da poco compiuto (il 16 marzo) 92 anni. Da qualche tempo, avvertendo l’avvicinarsi della fine, aveva scelto di tornare a vivere nella natia Santarcangelo, lasciando la casa-museo di Pennabilli - sede dell'Associazione a lui intitolata - nella quale aveva vissuto fin dagli anni ‘80.
Tonino Guerra visitò Brisighella in occasione delle FESTE MEDIOEVALI del 1992, che videro la presenza di Vittorio Sgarbi in qualità di coordinatore di un convegno organizzato per l’occasione. Si complimentò a lungo con il prof. Andrea Vitali, che nel 1980 aveva ideato le Feste, manifestando a lui e noi tutti il suo entusiasmo per l’alta qualità culturale e artistica dell’evento.


martedì 20 marzo 2012

LE FESTE MEDIOEVALI DI BRISIGHELLA



Le feste medioevali nate nel 1980 da un’idea del loro direttore artistico prof Andrea Vitali e la volontà di Vincenzo Galassini . Un successo enorme, sia a livello nazionale che internazionale, da divenire addirittura oggetto di tesi di laura. Oltre ai Brisighellesi, si raggiunse il livello di 35.000 presenze paganti. Un’ iniziativa che fu in seguito imitata in tutta Italia.  Nelle intenzioni, le Feste dovevano porsi come una manifestazione ripetibile nell’arco dell’anno per fare diventare Brisighella sede privilegiata di studi sul Medioevo con concerti, mostre, spettacoli teatrali, convegni, il tutto funzionale allo sviluppo della vita economica di Brisighella.
Purtroppo per miopia politica le Feste sono state distrutte, come tante altre iniziative create in quel periodo. L’ultima Festa ideata in tale ottica si è svolta nel 1995, dopo l’organizzazione è stata tolta al prof. Vitali e Galassini.
Riportiamo il programma della Festa Medioevale del 1982 (a 30 anni dallo svolgimento)