martedì 23 ottobre 2012

IL PACIFISTA EUGENIO MELANDRI, BRISIGHELLESE: OSPITE DELLA LIBRERIA MIR DI PALERMO, GIA’ EURODEPUTATO E DEPUTATO NAZIONALE, EX SACERDOTE.


20 ottobre 2012 -  Sabato 20 mattina alle 10.30 alla libreria Garibaldi in via A. Paternostro 46, Eugenio Melandri, già missionario Saveriano, Parlamentare europeo, fondatore di Chiama l’Africa e delle campagne contro guerre ed armi sarà ospite del Mir di Palermo (Movimento internazionale della Riconciliazione). Melandri nasce a Brisighella, in provincia di Ravenna, nel 1948. Nel 1974 entra nei missionari saveriani. Frequenta l’Università di Trento dove si laurea in sociologia. Nel 1980 diviene direttore della rivista Missione Oggi. In quel periodo è esponente di punta del mondo pacifista. Partecipa in prima linea alle manifestazioni contro l’installazione dei missili di Comiso, lancia la campagna per il disarmo unilaterale a cui aderiscono personalità di ogni posizione politica: da Carlo Cassola a P. David Maria Turoldo. Sono gli anni dell’impegno pacifista e per la cooperazione internazionale. Nel 1989 accetta di candidarsi alle Elezioni Europee nelle liste di Democrazia Proletaria. Fa proprio in quel periodo un motto di Pedro Casaldaliga, Vescovo in Brasile: “Con Maria Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo; Con Giuseppe Dio si è fatto classe”. Durante il mandato parlamentare è Vicepresidente dell’Assemblea paritaria UE – ACP che raduna i Rappresentanti del Parlamento europeo con i paesi di Africa, Carabi e Pacifico. Effettua molte missioni in Africa, Asia e America Latina: dal Salvador dove riconduce a casa un gruppo di profughi che da diversi anni avevano dovuto abbandonare il paese, alla Mongolia che, con un suo rapporto al Parlamento, diviene partner economico dell’Unione Europea. È a Cuba dove incontra diverse volte i leaders politici locali per preparare una risoluzione – approvata all’unanimità dal Parlamento – che apre le relazioni economiche tra Europa e L’Avana. Si impegna per la causa di tutti i popoli oppressi: dai Kurdistan al Sudafrica; da Timor est, al Nicaragua e Haiti. Fonda, nel frattempo, l’Associazione “Senzaconfine”, per i diritti degli immigrati e insieme con Dino Frisullo si spende perché i diritti non siano riservati ai soli cittadini italiani. Nel 1992 è eletto al Parlamento Italiano con Rifondazione Comunista, ma si dimette dall’incarico per non tenere due mandati parlamentari. Dopo la parentesi parlamentare torna a lavorare nella società civile. E’ presidente dell’associazione “Obiettori nonviolenti”. Con altri amici fonda “Chiama l’Africa” di cui è tuttora coordinatore. Viene chiamato a dirigere la rivista “Solidarietà internazionale” dalle cui pagine segue criticamente le vicissitudini della cooperazione.

CENSURA PER MELANDRI PRETE E DEMOPROLETARIO



CITTA' DEL VATICANO Padre Eugenio Melandri, missionario della Congregazione dei Saveriani, ex direttore di Missione oggi, eletto deputato europeo il 18 giugno per Democrazia proletaria, è stato sospeso a divinis. Il provvedimento ecclesiastico, che propriamente si chiama censura, era previsto. In esso possono incorrere i sacerdoti, diocesani o religiosi, che assumono incarichi politici, trasgredendo una precisa norma del codice di diritto canonico. Dice, infatti, il canone 285: E' fatto divieto ai chierici (cioè ai sacerdoti, n.d.r.) di assumere uffici pubblici che comportano una partecipazione all' esercizio del potere civile. Il sacerdote che incorre in questa censura non può porre atti inerenti al suo potere sacerdotale, come per esempio celebrare la messa, confessare, e nemmeno portare l' abito ecclesiastico. La sospensione a divinis è stata comunicata a Melandri dal suo superiore generale, Gabriele Ferrari. E' da notare, tuttavia, che il provvedimento è stato preso nel momento in cui il missionario saveriano aveva deciso di candidarsi alle elezioni europee. La lettera, firmata dal superiore, è datata primo giugno 1989. Un comunicato, emesso ieri dalla Congregazione dei Saveriani, dice infatti: Il superiore generale, con lettera in data primo giugno 1989, dopo aver sentito il Consiglio direttivo, ha comunicato al confratello padre Eugenio Melandri la sospensione a divinis e la privazione della voce attiva e passiva all' interno dell' Istituto, per non aver obbedito a quanto gli era stato formalmente ordinato in virtù di santa obbedienza nella lettera del 4 maggio 1989. Nel loro comunicato i Saveriani riportano anche la frase conclusiva della lettera inviata a Melandri. Spero, diceva il superiore, che questa dolorosa misura ti faccia riflettere sulla gravità della tua disobbedienza e ti aiuti a rivenire sui tuoi passi prima che io debba essere costretto a prendere delle misure ancora più serie. Poiché Melandri non è evidentemente rivenuto sui suoi passi, la minaccia del superiore potrebbe avere un esito anche a breve tempo. Una misura che il superiore può prendere è l' espulsione dalla congregazione missionaria. In questo caso, Melandri potrebbe vedere se c' è qualche benevolus episcopus che voglia prenderselo nella sua diocesi. Ma sarà difficile trovare un vescovo, per quanto benevolus, che voglia portarsi in casa un sacerdote sospeso a divinis. Al missionario deputato non resterebbe altro che essere ridotto allo stato laicale. Melandri, con la sua rivista Missione oggi, era stato protagonista negli ultimi anni di dure campagne contro il traffico delle armi che prendono la via dei paesi del Terzo mondo. A causa di queste polemiche, la primavera scorsa, era stato rimosso dal suo incarico di direttore del mensile. Il missionario, allora, aveva deciso di candidarsi alle elezioni europee per poter continuare le sue battaglie. Melandri è il terzo sacerdote italiano sospeso a divinis per motivi elettorali. Lo hanno preceduto Gianni Baget Bozzo, deputato europeo nelle liste del Psi, e Olindo Del Donno, deputato missino alla Camera. Lo stesso provvedimento hanno subìto i sacerdoti che hanno incarichi di ministri nel governo sandinista del Nicaragua. C' è, invece, un' eccezione, e si trova in Pakistan. Il prete cattolico Julius Ruffin, 42 anni, nel novembre scorso è stato eletto al Parlamento pakistano a un seggio riservato ai cristiani, con il sostegno del maggioritario Partito pakistano del popolo. Nel marzo di quest' anno, il primo ministro, signora Benazir Bhutto, lo ha nominato ministro per le minoranze. Deputato e ministro, Ruffin non è stato raggiunto però da alcun provvedimento ecclesiastico. Anzi, c' è chi esalta la sua elezione come un successo della minoranza cristiana in un paese dove il 90 per cento della popolazione appartiene all' Islam. Un prete nel Parlamento di Allah, ha titolato la rivista ciellina Trenta giorni, riportando un' intervista al sacerdote ministro. Ho partecipato alla competizione elettorale, dice Ruffin, dopo aver convinto il mio vescovo che il canone 285 del codice di diritto canonico permette al clero di prendere parte al progresso della comunità... Questa è la mia prima carica politica e ho dovuto combattere contro il principio cristiano di non mescolare cariche politiche e religiose. Ma ho avuto successo nel convincere la Chiesa che la mia partecipazione attiva nella politica era anche motivata dalla predicazione di Gesù, quando insegna che dobbiamo alzare la nostra voce e combattere contro la tirannia e l' ingiustizia quando sono contro il popolo. Ed è solo per tale ragione che mi sono incamminato nella politica attiva. Sono più o meno le cose che dice padre Melandri. Ma si sa: un conto è far valere i cristiani tra i musulmani; un conto è tentare di fermare i trafficanti d' armi. di DOMENICO DEL RIO 25 agosto 1989  

1 commento:

  1. Buono a sapersi, Brisighella ha di tutto e di più
    Alfonso

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