giovedì 19 febbraio 2015

UN MILIONE DI EURO IN MENO ALLA CULTURA DALLE FONDAZIONI BANCARIE: GRAZIE A RENZI

La sede della fondazione Cassa

A pesare le nuove tasse del Governo Renzi. Nel 2011 la Cassa
e la Del Monte investivano per le arti 5 milioni. Oggi circa la metà.  di Luca Manservisi

La Legge di stabilità varata dal Governo Renzi per il 2015 comporta per le fondazioni di origine bancaria un forte incremento della tassazione sui dividendi, con una norma che decorre retroattivamente dal 1 gennaio 2014. Una zavorra che indirettamente peserà soprattutto sul mondo culturale ravennate, maggior beneficiario delle erogazioni delle due fondazioni bancarie operanti sul territorio.
La nuova legge – ci spiega il presidente Lanfranco Gualtieri – comporterà per la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna maggiori oneri fiscali per circa 1,7 milioni di euro per il 2014 e altrettanti per il 2015, «ben 3,4 milioni di euro di nuove tasse a nostro carico: il totale delle erogazioni per il 2015 sarà quindi inevitabilmente fortemente condizionato».
«La nostra Fondazione in questa fase difficile – è quello che ci dicono dalla Cassa – garantirà comunque risorse inalterate per gli interventi di emergenza sociale e soprattutto per le categorie più svantaggiate». In soldoni, a rimetterci sarà in particolare il comparto della cultura, non con tagli lineari, assicurano dalla Fondazione, ma in percentuale. Una percentuale che – stando ai bene informati, ma senza conferme ufficiali dalla Cassa che non vuole parlare ancora di cifre per il 2015 – si aggira attorno al 30 percento rispetto all’anno precedente. È quindi presumibile pensare a un taglio in valori assoluti di quasi 900mila euro rispetto ai 2,9 milioni circa erogati per la cultura a Ravenna nel 2014 (così come, più o meno, nel 2013), cifra già drasticamente ridotta rispetto al 2012 (3,6 milioni) mentre nel 2011 si veleggiava addirittura sopra i 4 milioni.
«Riteniamo però importante sottolineare con soddisfazione come l’avvenuta apertura del cantiere di Palazzo Guiccioli (dove verranno realizzate attività commerciali e i musei su Lord Byron e Risorgimento, ndr), di proprietà della stessa Fondazione – conclude Gualtieri –, con interventi che muoveranno risorse per oltre 10 milioni di euro, consentirà a imprese del nostro territorio di operare in un momento di forte difficoltà per l’edilizia, garantendo un circuito economico e sociale virtuoso».


Per quanto riguarda l’altra fondazione bancaria che eroga risorse sul territorio, quella del Monte di Bologna e Ravenna, già da anni, a causa anche della crisi della banca di riferimento, l’Unicredit, aveva ridimensionato il proprio impegno nel campo delle erogazioni. Basti pensare che nel 2009 la fondazione erogava risorse complessivamente per oltre 20 milioni di euro, che l’anno scorso si sono ridotti a poco più di 6. Per il 2015 era stato annunciato in dicembre (anche con lettere a beneficiari e stakeholder) un ulteriore taglio del 25 percento, che la Fondazione ha però deciso in questi ultimi giorni di contenere, attingendo da un fondo creato in passato appositamente per i momenti più critici. Il taglio rispetto al 2014 resterà così al di sotto del 15 percento, con le erogazioni che si attesteranno attorno ai 5,3 milioni di euro. Di questi saranno destinati alla cultura 2,1 milioni, di cui come da prassi solo un quarto (meno di 600mila euro in definitiva) per il territorio di Ravenna. Rispetto all’anno scorso la cultura ravennate perderà in questo modo dalla Fondazione bolognese neanche centomila euro e complessivamente (tenendo conto anche della Fondazione Cassa) circa un milione di euro di risorse. La stessa cifra che, casualmente, proprio pochi giorni fa il Governo ha deciso di assegnare a Ravenna nell’ambito della designazione a Capitale italiana della cultura 2015 (vedi articoli correlati). Fa impressione invece il paragone solo con quattro anni fa:nel 2011 le due Fondazioni erogavano alla cultura ravennate circa 5 milioni, oggi si è passati circa alla metà.

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