giovedì 14 gennaio 2016

CALDO IN EMILIA ROMAGNA 10 GENNAIO 2016: PICCHI DI +20 SULLE COLLINE ROMAGNOLE


Di Peppe Caridi - 10 gennaio 2016 - Caldo incredibile oggi in Emilia Romagna a causa dei venti di garbino che generano un intenso effetto favonio soprattutto nei settori più orientali della Regione. Le temperature massime sono state assurde soprattutto sulle colline romagnole: +20°C a Castellina, frazione del Comune di Brisighella, +17°C a Santarcangelo di Romagna, Mercato Saraceno e Verucchio, +16°C a Imola, Rimini, Riccione, Predappio, Lugo, Saludecio, Sogliano al Rubicone e Fontanelice, +15°C a Ravenna e Cesena, +14°C a Forlì, Cesenatico e Faenza, +10°C a Bologna, Modena e Reggio Emilia.
Continua a fare molto caldo anche adesso, in piena notte: alle ore 23:10 la temperatura è di +15°C a Cesena e Riccione, +15°C a Imola, +14°C a Rimini e Cesenatico, +13°C a Ravenna, +12°C a Forlì e Faenza, +6°C a Bologna, Modena, Parma e Ferrara, +5°C a Carpi e Reggio Emilia.
Temperature elevatissime anche in montagna con +9°C ai 1.060 metri di Sestola, dove la massima è stata di +11°C. Sono temperature assurde, folli, senza precedenti nella storia per il mese di gennaio. E domani saranno ancora più elevate, con temperature minime incredibilmente a doppia cifra e poi molte massime ben oltre il muro dei +20°C a causa del garbino che si intensificherà soprattutto nel pomeriggio di un lunedì 11 gennaio destinato a rimanere archiviato negli annali della meteorologia italiana come uno dei giorni più caldi di sempre a gennaio.
Ma dopo metà mese anche in Emilia Romagna arriverà il grande gelo polare, e le temperature in alcune località che adesso stanno assaporando un clima quasi estivo con picchi di +20°C, potranno piombare a -10°C e oltre


martedì 12 gennaio 2016

CALCIO 3^ CATEGORIA 34 GIORNATA BRISIGHELLA


PER RILANCIARE IL TURISMO ARRIVANO 800MILA EURO DALLA TASSA DI SOGGIORNO.


AUMENTARE LE TASSE PALLINO DELLA SINISTRA

Fra pochi giorni la sinistra Imolese e Faentina dovrebbero  formalizzare la ripartizione delle quote, ed entro fine mese sì dovrebbe sapere con esattezza quali sono i soci che faranno parte della nuova società. La quale sarà privato-pubblica: i privati non dovranno scendere sotto il 51%, il resto sarà pubblico, in mano al Con.Ami* il consorzio che comprende 23 comuni, fra i quali quelli dell'Unione Faentina, ripartizione come ex Terra di Faenza, ma dove il pubblico domina.  Il progetto è auspicato dalla Città Metropolitana di Bologna e !a Regione Emilia Romagna e parte del  sostentamento. La nuova società non dovrebbe essere un'appendice degli uffici turistici ma sostenersi economicamente autosufficiente  con i proventi della tassa di soggiorno», già varata nell'Imolese e in procinto di esserlo in quelli del Faentino. Dai calcoli della sinistra la tassa dovrebbe valere 5OOmila euro l'anno nell'Imolese e potrebbe andare dai 230mila ai 300mila euro nel Faentino. «Il cda sarà nominato a marzo  costituito da sette o nove membri: in parti eguali Faenza e Imola (manuale Cencelli?), più il rappresentante del Con.Ami, che avrà il ruolo predominate II presidente sarà scelto a rotazione. Tra i soci pubblici, escono i Comuni e subentra loro il Con.Ami. Resta una presenza di altri soggetti pubblici, il Circondarlo Imolese e l'Unione della Romagna Faentina come nel fallimentare società Terre di Faenza che ha ceduto le quote al Con.Ami. In un momento di crisi turistica del Faentino crediamo che l’applicazione della tassa di soggiorno sia negativa e non faccia aumentare i turisti, considerato che la mgggiore parte è extraalberghiero e legato principalmente a turisti legati al Parco della Vena del Gesso, di passaggio. Vincenzo Galassini consigliere provinciale Forza Italia Ravenna

* Con.Ami ha rilevato le quote di proprietà del comune di Marradi, Brisighella e Faenza dell’ex acquedotto consorziale e delle sorgenti per andare a sostenere prima l’autodromo di Imola e ora il turismo,


NUOVA SOCIETA’ PER GESTIRE IL TURISMO, IN SOSTITUZIONE DI TERRE DI FAENZA, ANNESSIONE AD IMOLA


Dal Resto del Carlino Maurizio Marabini - E' ormai realtà la fusione tra le due società di promo-commercializzazione turistica di Imola (Stai) e Faenza (Terre di Faenza). A fine mese dovrebbero conoscersi il nome e il numero dei soci dell'ente il cui nome viene tenuto per ora nascosto. E' molto interessante andare a vedere su cosa la nuova società opererà. Il punto di partenza dei due territori, che presentano indubbiamente diverse e importanti analogie strutturali, è l'autodromo. «Sarà il valore aggiunto», spiega Giorgio Sagrini, membro del cda di Con.Ami, socio pubblico della futura società. Il circuito è in posizione baricentrica rispetto a Faenza e Imola, e attraverso un progetto di rilancio in chiave commerciale - è il progetto - potrà sempre più esercitare quel ruolo di volano che il territorio reclama. NEL DOCUMENTO preliminare di Stai e Terre di Faenza si scrive a chiare lettere che la proposta turistica «prevederà visite guidate in  autodromo e annesso Museo, utilizzo dei simulatori, giro di pista con navetta e alla guida di auto, corsi di guida sicura». Ma intorno al circuito c'è moltissimo: il turismo naturalistico (con la Vena del Gesso), quello sportivo (con il cicloturismo e la componente golf, presente a Castel San Pietro e Riolo Tenne), il turismo termale e del benessere (oltre ai due centri appena citati c'è anche Brisighella); il turismo enogastronomico, dall'Enoteca Regionale di Dozza, al Museo all'aperto dell'olio Brisighello Dop, dalla patria dello scalogno Igp (Riolo) al Giardino delle erbe di Casola Valsenio; poi bisogna tenere presente il turismo dei motori, che oltre al circuito imolese comprende la sede faentina della scuderia di FI Toro Rosso; poi il turismo legato alla cultura e alla ceramica (dall'industria ai musei, in particolare il Mic). Il tutto tenendo come interlocutori la Romagna intera e la Città Metropolitana, ben sapendo poi che la Motor Valley (di cui Imola a Faenza fanno ovviamente parte) si estende ben oltre Bologna (la Ferrari è a Maranello) e tocca l'Adriatico con il circuito di Misano. A Imola la ricettività è concentrata nel settore alberghiero, con 37 strutture su un totale di 151; i posti letto complessivi sono 3359.  La ricettività del Faentino si appoggia sopratutto sull'extraalberghiero, con 137 strutture e 22 alberghi. I posti letto complessivi sono 3094, in linea con quelli dell'Imolese (1670 sono nell'extraalberghiero, ovvero b&b e agriturismi). Le presenze turistiche sono state 278.988 nel'Imolese nel corso del 2014, e 222.477 nello stesso anno nel Faentino. Numeri analoghi. L'obiettivo è farli crescere, presto e bene. Maurizio Marabini 

MOLINO NALDONI NUOVA SEDE PRODUTTIVA A FAENZA. AFFIANCHERA’ LO STABILIMNETO DI MARZENO - BRISIGHELLA

Il nuovo stabilimento di via Pana a Faenza


Il Molino Naldoni è pronto a partire: entro fine gennaio avverrà il trasferimento nel nuovo stabilimento, situato in Via Pana a Faenza, a fianco dell’Autostrada A14, strategica sia dal punto di vista della logistica che della visibilità. Nel nuovo insediamento sarà presente un impianto completamente automatizzato per il confezionamento, un magazzino con 900 posti pallets e vari impianti di lavorazione oltre ai nuovi uffici, che saranno pronti invece ad aprile.
Un bel traguardo per una ditta nata nel 1800: allora era un mulino a pietra, oggi è uno stabilimento all’avanguardia sito a Marzeno di Brisighella che si sta ampliando e ulteriormente ammodernando. Infatti, sono già in programma, in un futuro assolutamente prossimo, la costruzione dei silos per lo stoccaggio dei cereali e la realizzazione del nuovo impianto di macinazione, che andrà ad affiancare quello attuale di Marzeno, costruito all’ inizio degli anni 2000. Anche per questi successivi step di implementazione del nuovo impianto, la scelta del Molino Naldoni, così com’è stato fatto in questa prima fase, è quella di coinvolgere aziende del territorio.
"Attualmente il Molino Naldoni sta incrementando le vendite in zone della nostra penisola dove non era ancora presente, e si sta affacciando sul mercato estero, con un discreto successo in alcune nazioni dove i propri prodotti stanno avendo delle ottime performance. Chiaramente tutto questo comporta un impegno molto importante sia per la proprietà che per tutti i suoi collaboratori, indispensabili per continuare il trend positivo di crescita in atto nell’azienda da sempre. Sicuramente non sarà facile raggiungere tutti gli obbiettivi prefissati, ma la strada intrapresa è quella giusta, continuando a garantire una importante ricaduta sul territorio anche in termini di occupazione e fatturato dell’indotto. Ed è per questo che ad oggi, oltre alla proprietà, i dipendenti presso Molino Naldoni srl sono 16. Inoltre la ditta si avvale di una rete commerciale di oltre 10 agenti
Con la nuova struttura, il Molino Naldoni sarà in grado di soddisfare le esigenze attuali del mercato, che sta richiedendo sempre di più farine ricche di fibre prodotte da cereali alternativi, quindi è stata colta l’occasione per creare una linea di nuovi prodotti. L’azienda naturalmente continuerà a percorrere la strada che fin ora le ha permesso di avere ottime soddisfazioni, valorizzando sempre i prodotti del nostro territorio, e non dimenticando la sostenibilità ambientale, tema a noi sempre più caro.
L’obiettivo è quello di essere ancora più efficienti, puntando come sempre sulla qualità, servizio e serietà cercando di cogliere le nuove sfide che il mercato ci presenterà".

domenica 10 gennaio 2016

PIETRO STAMPA BRISIGHELLESE CI HA LASCIATO.


Pietro Stampa, brisighellese, trasferito a Ravenna per il lavoro ci ha lasciato dopo una  malattia. Il funerale si è svolto l’ 8 gennaio nella Chiesa Collegiata. Stampa è stato capo gruppo per la DC nel consiglio comunale di Brisighella negli anni 60 e poi sindacalista della Cisl, raggiungendo il titolo di segretario generale provinciale. Una volta in pensione nel volontariato è stato responsabile del centro sociale Baronio a Ravenna.  La redazione esprime le condoglianze alla moglie, ai tre figli,  alle sorelle e fratello e parenti.

ANCHE ELVISIO CARDINI CI HA LASCIATO IL 13 DICEMBRE 2015



Elvisio Cardini di Marzeno di anni 83, dopo una breve malattia ci ha lasciato dopo essere rimasto vedovo faceva parte del Consiglio direttivo Centro Residenziale Cà Malanca, è stato nel comitato Direttivo ATC RA 3, responsabile della caccia a Brisighella, Consigliere Comunale della DC, assessore,