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giovedì 6 agosto 2015

BRISIGHELLA, TRA I BORGHI PIU’ BELLI D’ ITALIA



Dominato da tre colli, il borgo medievale di Brisighella si estende lungo la valle del fiume Lamone, caratterizzata dal verde di una natura rigogliosa e da calanchi di origine calcarea sfruttati in periodi antichi per l'estrazione del gesso.
Dominato da tre colli, il borgo medievale di Brisighella si estende lungo la valle del fiume Lamone, caratterizzata dal verde di una natura rigogliosa e da calanchi di origine calcarea sfruttati in periodi antichi per l’estrazione del gesso. All´interno della parte storica, l´atmosfera medievale è conservata nel saliscendi di strade e viuzze, negli edifici maestosi come nelle case basse e arroccate, nei vicoli in ombra, negli angoli nascosti, nelle piazze e nei cortili animati nei giorni di festa e di mercato. Il cuore del borgo, magico nella quiete notturna, è piazza Marconi, sulla quale si affacciano Palazzo Maghinardo, sede del municipio, e l´originalissima Via del Borgo, detta anche Via degli Asini. Si tratta di una strada sopraelevata, coperta, illuminata da archi a forma di mezzaluna di differente ampiezza, unica al mondo. Nata nei secoli XII e XIII come baluardo di difesa, in seguito fu utilizzata dai birocciai che abitavano nei locali sovrastanti per il trasporto del gesso a dorso d´asino dalle cave poste nella valle circostante. Questi lavoratori avevano i "cameroni", cioè le stalle per le bestie, di fronte agli archi, mentre le loro abitazioni erano poste nel piano superiore. I carri da trasporto (birocci) erano collocati invece nella piazza sottostante.
Sovrasta il borgo la Torre dell´Orologio, che fu il primo baluardo di difesa, risalente al 1290. Ricostruita nel 1548, venne danneggiata più volte e ridimensionata nella forma attuale nel 1850. Nel vicinissimo scoglio di selenite si erge la Rocca manfrediana, sorta per il controllo della valle del Lamone.  Il complesso di questa fortezza si compone del cosiddetto Torrione veneziano (inizi sec. XVI) e del trecentesco Torricino, edificato dai Manfredi di Faenza. Oggi, riportata a nuovo splendore, la Rocca costituisce un pregevole esempio dell´arte militare del Medioevo. Dagli spalti della fortezza si ammira un bellissimo paesaggio, così come dal Santuario del Monticino, risalente al XVIII secolo, posto sul terzo colle, un tempo noto come Calvario. Da lì, la vista spazia sul borgo sottostante e sull´intera valle, fino ai confini con la Toscana. All´interno dell´abitato, appena fuori dell´antica linea delle mura, si trova la Collegiata dedicata a S. Michele Arcangelo e ultimata nel 1697. La facciata, modificata di recente, è impreziosita da un portale in bronzo, opera dello scultore Angelo Biancini. All´interno si possono ammirare il crocifisso scolpito in legno d´olivo del sec. XVI e l´altare in scagliola policroma di