Nell’immaginario collettivo la Romagna è sinonimo
di distese infinite di ombrelloni, piadine, discoteche, vitelloni e sballo.
Molti però ignorano che la parte più caratteristica, verace, meno appariscente,
è l’entroterra con i suoi bellissimi borghi collinari circondati da vigne e
olivi. Il noto regista e produttore cinematografico Gian Vittorio Baldi,
lughese di nascita, nel 1974 di ritorno da Roma, rimase rapito da quei paesaggi
e fondò il “Castelluccio”, nelle colline
fra Brisighella e Modigliana, a cavallo fra le province di Forlì e di
Ravenna. L’azienda si trova ad un’altitudine che va dai 250 ai 500 m. slm, con
terreni formati da uno strato compatto di marna e calcare dove furono
individuate microzone particolari tra macchia e calanchi, adatte alla
produzione di uve di altissimo livello qualitativo; queste zone da noi in
Romagna sono definite i “Ronchi”, così chiamati perché non erano altro che pezzi di terra strappati al bosco con la
roncola. Le tendenze enologiche anni ’90 erano ben lontane dal
condizionare il mondo vinicolo italiano e Gian Vittorio Baldi, con l’aiuto di
Gino Veronelli e dell’agronomo Remigio Bordini, capì che il legame tra il
Sangiovese e i terreni che avevano a disposizione era e sarebbe stato
indissolubile.

