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domenica 31 gennaio 2016

IL TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE NUCLEARE HA FALLITO? INTERVISTA AD ACHILLE ALBONETTI



sonia.topazio@ilfoglietto.it Il Foglietto Il Trattato di non proliferazione nucleare ha fallito? Intervista ad Achille Albonetti di Sonia Topazio  Pubblicato: 28 Gen 2016
L’uranio è presente nella crosta terrestre in una concentrazione pari a circa 4x10-8 e rappresenta, al momento, il combustibile nucleare più importante.  I depositi più rilevanti di minerali uraniferi si trovano nel Congo, nel Canada, nel Colorado, in Russia, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e nelle miniere d’oro del Sudafrica.
Negli ultimi decenni, la scienza e di conseguenza la tecnologia, hanno dato un grandissimo contributo al suo sviluppo. L’accaparramento dei giacimenti e l’impiego dell’energia prodotta dall’uranio ha provocato, nel tempo, parecchi problemi tra Paesi.
Il Mondo è entrato nella così detta “epoca nucleare” dopo il lancio di due ordigni atomici su Hiroshima e Nagasaki (agosto 1945), costringendo la comunità mondiale a creare, per la prima volta nella storia, un Trattato di Non Proliferazione (TNP), con il fine prioritario della pace e sicurezza internazionale.
Cosa è cambiato oggi da quel Trattato?
Lo chiediamo all’economista Achille Albonetti, direttore responsabile della Rivista "Affari Esteri", già rappresentante permanente per l’Italia dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite a Vienna. Albonetti, per venti anni è stato direttore per gli affari internazionali e gli studi economici del comitato nazionale per l’energia nucleare (oggi Enea). Collaboratore di Limes.
«Vorrei innanzitutto precisare che l’uranio naturale diffuso in molti Paesi del Mondo è indubbiamente una materia prima importante, ma molto più importante è lo sviluppo di tecnologie per raffinarlo e creare il così detto uranio arricchito. Uranio a basso arricchimento viene utilizzato per la produzione di energia elettrica. Ad alto arricchimento è il combustibile per la bomba atomica. Oggi sono pochi i Paesi che sono in grado di produrre uranio arricchito, in particolare sono i nove Paesi che hanno un arsenale di ordigni atomici e cioè: Usa, Russia, Cina, Francia, UK, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele. I primi cinque di questi nove Paesi sono membri permanenti, con diritto di veto, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I medesimi Paesi, per di più sono stati militarmente e legalmente nucleari ai termini del Trattato di Non Proliferazione - TNP».
Oggi, a 40 anni dal 1975, cosa è cambiato?
«Lo scopo finale del TNP è la pace e la sicurezza internazionale, che dovrebbe essere assicurata tramite l’abolizione totale delle armi nucleari. Purtroppo, dopo 50 anni, non si è registrata una diminuzione delle armi nucleari. Al contrario, ai cinque Paesi firmatari del Trattato se ne sono aggiunti altri quattro. Tutti i nove Paesi militarmente nucleari hanno rafforzato e migliorato i loro arsenali