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sabato 11 maggio 2013

A CERVIA LUNEDI PRESENTAZIONE DE LLIBRO DI ENZIO STRDA SU GIOVANNI PIANORI, DETTO IL BRISIGHELLINO.



OSARE E MORIRE PER L’ITALIA E PER MAZZINI
Lunedì 13 maggio 2013, alle ore 20.45, presso la Sala Consiliare del Comune di Cervia, Enzio Strada presenterà il volume "Giovanni Pianori, detto il Brisighellino: 'Osare e morire per l'Italia e per Mazzini'". Insieme all'autore il Sindaco di Cervia Roberto Zoffoli e Mario Di Napoli,  Presidente Nazionale dell'Associazione Mazziniana Italiana. Moderatore dell'incontro il giornalista Andrea Dolcini per l'Associazione Alteo Dolcini. Documenti inediti, una storia avvincente: la vicenda umana e politica di Giovanni Pianori, il patriota romagnolo che il 28 aprile 1855 a Parigi attentò alla vita dell'imperatore francese Napoleone III. Il suo gesto, lodato da Mazzini, determinò conseguenze internazionali. Una storia conosciuta in tutto il mondo ma ancora poco in Italia. Da Faenza a Cervia fino a Londra e Parigi, il sogno di Pianori perché l'Italia diventasse una Nazione Libera, Unita, Indipendente e Repubblicana. Per il suo gesto furono perseguitati anche i suoi sette fratelli. L'autore ha svolto una imponente opera di ricerca e analisi dei documenti conservati negli archivi di Londra, Parigi, Roma, Torino, Firenze, Ravenna, Faenza e soprattutto nell'Archivio Segreto Vaticano. Il risultato è un testo che ristabilisce, dopo oltre centocinquant'anni, la verità su Giovanni Pianori e il suo attentato contro l'imperatore francese Napoleone III.  Un'opera che già dalle prime pagine introduce il lettore nelle vicissitudini del Brisighellino con uno stile sospeso fra l'inchiesta giornalistica e il giallo storico. Oltre quarant'anni di ricerche hanno consentito a Enzio Strada  di ricostruire la vicenda umana e politica di Pianori e della feroce persecuzione che colpì i suoi familiari, colpevoli soltanto di portarne lo stesso cognome.

sabato 22 settembre 2012

IL LIBRO DI ENZIO STRADA “OSARE E MORIRE” GIOVANNI PIANORI DETTO “IL BRISIGHELLINO” E L A SUA FAMIGLIA RICOSTRUISCE LA VICENDA UMANA E STORICA BASANDOSI SU DOCUMENTAZIONE PRESSO GLI ARCHIVI DI MEZZA EUROPA.


SE IN ITALIA PIANORI E’ UN “PERFETTO” SCONOSCIUTO BEM DIVERSA LA VALUTAZIONE CHE A LUI VIENE DATA DAGLI STORICI STRANIERI SECONDO I QUALI IL SUO GESTO TEMERARIO EBBE ALLORA CONSEGUENZE POLTICHE INTERNAZIONAL IMPREVEDIBILI: TALI DA CAMBIARE IL CORSO DELLA STORIA.

Giovanni Pianori detto il Brisighellino nacque il 16 agosto 1823 a S. Martino in  Poggio, comune di Brisighella. I suoi genitori ebbero 15 figli. Parte della numerosa famiglia si trasferì a Faenza dove  era più facile imparare un mestiere: chi il sarto come Alessio, chi il calzolaio come Giovanni e Senesio i quali furono “messi a bottega” presso Sante Padovani: uomo integerrimo e profondamente religioso.
Il 16 gennaio 1845,  Giovanni sposò la figlia di quest’ultimo, Virginia. Il 3 maggio  1847 egli divenne  padre di una bambina, Angela.  Il Brisighellino a Faenza si schierò ben presto con coloro che condividevano gli ideali risorgimentali così come venivano riassunti da Giuseppe Mazzini (“Dio e Popolo, Pensiero ed Azione”) e predicati in città pure dal sacerdote barnabita Padre Ugo Bassi. Dall’altra parte della “barricata” c’erano i cosiddetti Sanfedisti e Centurioni che difendevano le ragioni dei Papi di allora convinti che senza lo Stato Pontificio non ci sarebbe stata libertà per la Chiesa. Allo scoppio della Prima Guerra di Indipendenza nel 1848, Pianori partì volontario nel Battaglione comandato dal Conte Raffaele Pasi;  l’anno successivo, a Roma,  egli combattè con Garibaldi alla difesa della Repubblica Romana di cui Giuseppe Mazzini era l’animatore. Di fronte all’intervento dell’Esercito Francese inviato da Luigi Napoleone Bonaparte  ogni resistenza risultò vana.  Coloro che non persero la vita, al loro ritorno a casa, furono perseguitati e costretti a rifugiarsi all’estero abbandonando famiglia e lavoro.