UN NUOVO LIBRO
DELL’EX SINDACO DI BRISIGHELLA
Democrazia e denaro nei partiti politici: due temi
di grande attualità proposti da un osservatore privilegiato. Può darsi che
nei periodi di crisi piuttosto lunghi, come quello che stiamo affrontando, si
parli sempre di soldi; può darsi che ogni volta che accendiamo la televisione
si parla di banche, Eurozona e spread; può darsi addirittura che chi
incontriamo nella nostra vita quotidiana si innalzi ad esperto monetario o
finanziario; ma l’esperienza internazionale accumulata negli anni da Achille
Albonetti rende il suo saggio uno strumento didascalico per chi si ponga domande
sul finanziamento nella politica. “Lo Stato non è un unione materiale di
uomini, ma una comunità organizzata”. Prendendo in mano questa sentenza firmata
Santi Romano, l’autore delinea uno studio approfondito sulla coesistenza tra lo
Stato e i Partiti nella società contemporanea. Ne “Lo Stato e i Partiti – il
finanziamento della politica” l’Albonetti si ripropone di fornire gli strumenti
storici che hanno avuto un ruolo nella dialettica Stato-Partiti fin dall’inizio
della nostra giovane Repubblica. La prima parte, del saggio presenta un’analisi
approfondita del significato che si cela dietro il finanziamento pubblico ai
Partiti. Con l’abilità di un professore, offre al lettore la possibilità
di immergersi completamente nella storia della Repubblica italiana e di carpire
ogni singola sfaccettatura di questo complicato quanto necessario rapporto.
Questa prima sezione sembra quasi una
scorrevolissima lezione universitaria, in cui lo studente non ha nemmeno il
tempo di farsi assalire da un dubbio che il professore offre una
soluzione. Linguaggio semplice ed efficace, analisi storica approfondita e
ricca di citazioni dei personaggi più illustri che hanno caratterizzato la
nostra società.
L’excursus storico sulla posizione dello
Stato nei confronti dei Partiti si articola su quattro fasi: dalla più aspra
ostilità dello Stato ai partiti, che pian piano va attenuandosi per lasciare
spazio al disconoscimento all’indifferenza, passando per il necessario
riconoscimento dei Partiti e l’attribuzione di compiti agli stessi, per
arrivare alla definitiva incorporazione dei Partiti nello Stato.





