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martedì 16 luglio 2013

“LO STATO E I PARTITI” DI ACHILLE ALBONETTI


UN NUOVO LIBRO DELL’EX SINDACO DI BRISIGHELLA
Democrazia e denaro nei partiti politici: due temi di grande attualità proposti da un osservatore privilegiato. Può darsi che nei periodi di crisi piuttosto lunghi, come quello che stiamo affrontando, si parli sempre di soldi; può darsi che ogni volta che accendiamo la televisione si parla di banche, Eurozona e spread; può darsi addirittura che chi incontriamo nella nostra vita quotidiana si innalzi ad esperto monetario o finanziario; ma l’esperienza internazionale accumulata negli anni da Achille Albonetti rende il suo saggio uno strumento didascalico per chi si ponga domande sul finanziamento nella politica. “Lo Stato non è un unione materiale di uomini, ma una comunità organizzata”. Prendendo in mano questa sentenza firmata Santi Romano, l’autore delinea uno studio approfondito sulla coesistenza tra lo Stato e i Partiti nella società contemporanea. Ne “Lo Stato e i Partiti – il finanziamento della politica” l’Albonetti si ripropone di fornire gli strumenti storici che hanno avuto un ruolo nella dialettica Stato-Partiti fin dall’inizio della nostra giovane Repubblica. La prima parte, del saggio presenta un’analisi approfondita del significato che si cela dietro il finanziamento pubblico ai Partiti. Con l’abilità di un professore, offre al lettore la possibilità di immergersi completamente nella storia della Repubblica italiana e di carpire ogni singola sfaccettatura di questo complicato quanto necessario rapporto.
Questa prima sezione sembra quasi una scorrevolissima lezione universitaria, in cui lo studente non ha nemmeno il tempo di farsi assalire da un dubbio che il professore offre una soluzione. Linguaggio semplice ed efficace, analisi storica approfondita e ricca di citazioni dei personaggi più illustri che hanno caratterizzato la nostra società.
L’excursus storico sulla posizione dello Stato nei confronti dei Partiti si articola su quattro fasi: dalla più aspra ostilità dello Stato ai partiti, che pian piano va attenuandosi per lasciare spazio al disconoscimento all’indifferenza, passando per il necessario riconoscimento dei Partiti e l’attribuzione di compiti agli stessi, per arrivare alla definitiva incorporazione dei Partiti nello Stato.

mercoledì 5 settembre 2012

8 SETTEMBRE 2012: RICORDO DI UNA GRAVE SCONFITTA.


8 SETTEMBRE 2002: GLI EX SINDACI DI BRISIGHELLA: PETRONICI, PICCININI, ALBONETTI, PELLICONI, GALASSINI, BARTOLI SAMORE’, IL REGISTA GIAN VITTORIO BALDI,  CHIEDEVANO DI NON COSTRUIRE NEL CENTRO STORICO DI BRISIGHELLA.

Il Parco Diletti disegno Romano Della Verità

Nel 2002 fu fatta una strenua lotta in difesa di Brisighella e del suo centro storico, con l’aiuto a livello nazionale dell’on. Vittorio Sgarbi e della contessa Pasolini presidente di Italia Nostra, per mantenere intatti i due giardini storici Diletti, ricchi di piante secolari. i due parchi, oltre a quello Ferniani e Ginnani, sono elementi fondamentali del paesaggio e delle caratteristiche uniche di Brisighella, come i tre colli e la Via degli Asini. Un primo risultato fu ottenuto, nel dicembre 2002, la notizia che la Soprintendenza ai beni ambientali di Bologna nella persona dell’arch. Garzillo aveva firmato il primo vincolo per il parco Diletti. Un risultato giusto, che premiava la strenua difesa di Brisighella, contro interessi miopi di vantaggi economici per il Comune e per il proprietario. Un successo ottenuto con l’aiuto sotto varie forme, indipendentemente dalle idee politiche, per il bene di Brisighella: in particolare alla Soprintendente Anna Maria Iannucci di Ravenna, all’ex sindaco Lorenzo Petronici, Augusto Piccinini, Achille Albonetti, Egisto Pelliconi, Pino Bartoli, Vincenzo Galassini e Tiziano Samorè che condivisero e firmarono la richiesta di vincolo, insieme al regista Gian Vittorio Baldi, e in particolare al cardinale Achille Silvestrini il quale non fece mancare l’appoggio morale nella difesa di Brisighella. Poi con il cambio del sottosegretario, al ministero dell’On. le Sgarbi, la situazione precipitò e il vincolo non fu più posto. Il Sindaco Cav. Cesare Sangiorgi, la Giunta, e una parte della minoranza AN votò la variante al PRG, progettista l’arch. Ennio Nonni, per l’edificazione contro ogni norma di legge. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.