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giovedì 24 gennaio 2013

CARDINALE “INFELICE” FRA HITLER E PIO XI



INEDITI. Un interessante inedito del nunzio Gaetano Cicognani datato 12 aprile 1938. “Avvenire” 11 gennaio 2013   
"Data la gravità della situazione prospettata anche nel Rapporto di Vostra Eccellenza, e confermata da notizie giunte alla Santa Sede da buone fonti, a riguardo della non piena comprensione che si ha in Austria del pericolo della diffusione delle idee nazionalsocialiste, il Santo Padre desidera che Vostra Eccellenza richiami su tale pericolo l’attenzione di chi di dovere ed Ella stessa vigili attentamente affine [sic] di non trovarsi di fronte a dolorose sorprese». Così scriveva – eseguendo un ordine di Pio XI – il segretario di Stato Eugenio Pacelli in una lettera inviata l’11 febbraio 1937 al nunzio a Vienna, monsignor Gaetano Cicognani, catapultato pochi mesi prima – dopo 11 anni in Bolivia e in Perù – nell’epicentro della crisi europea quando l’espansionismo tedesco già aggrediva il destino dell’Austria. Come andarono poi le cose per il piccolo Stato dalla forte identità cattolica (a proposito del quale papa Ratti più volte aveva ribadito: «Il mio pensiero è che l’Austria sia l’Austria») è ben noto: non solo la realizzazione dell’Anschluss, cioé l’annessione alla Germania nazista, annunciata il 12 marzo 1938 e fatta suggellare da Hitler il 10 aprile successivo con un plebiscito nell’indifferenza dell’Europa, ma persino la resa penosa e immediata dei vescovi austriaci di fronte ai nuovi padroni, ultimo anello di una catena di iniziative politiche dell’arcivescovo di Vienna, il cardinale Theodor Innitzer, pronto – dopo aver detto pubblicamente che «un cattolico non poteva essere nazionalsocialista» – a ringraziare il Führer con tanto di saluto nazista e il 18 marzo 1938 a far firmare ai vescovi (senza che nessuno si opponesse) un’adesione al nuovo regime. Tutto questo tenendo all’oscuro il nunzio, obbligato a prendere atto del sostegno a Hitler nel timore di una persecuzione religiosa. Da qui il conseguente intervento della Santa Sede, inevitabilmente tardivo ma poi sempre più duro: dalla presa di distanza dall’episcopato austriaco con tanto di nota ad hoc sull’Osservatore Romano alla convocazione a Roma di Innitzer, biasimato per le

domenica 30 dicembre 2012

CARDINALE GIACOMO CATTANI BRISIGHELLESE



Nascita. 13 gen 1823, Brisighella, diocesi di Faenza (1). Da una nobile famiglia titolare di un marchesato. Istruzione. Ha studiato presso il Seminario di Faenza, poi, al Pontificio Seminario Romano di S. Apollinare, dove ha conseguito un dottorato in filosofia il 5 settembre 1842, e in teologia il 12 settembre 1845, e in seguito, presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica di Nobili, Roma, dove ha studiato la diplomazia. Sacerdozio. Ordinato sacerdote, 20 settembre 1845, a Brisighella. Ulteriori studi a Roma. Canonico della basilica patriarcale Laterano nel 1852. Prelato domestico di Sua Santità. Internunzio nei Paesi Bassi, il 2 maggio 1866, ha presentato le sue lettere credenziali il seguente 14 giugno. Nominato nunzio in Belgio, 13 marzo 1868. Episcopato. Eletto arcivescovo titolare di Ancira, 16 marzo 1868. Consacrata, 12 luglio 1868, patriarcale basilica Lateranense, Roma, dal cardinale Costantino Patrizi Naro, vescovo di Porto e Santa Rufina, segretario del Supremo SC del Sant'Uffizio, assistito da Pietro de Villanova Castellacci, Arcivescovo titolare di Petra in Palestina, vice-gerent di Roma, e da Antonio Rossi Vaccari, arcivescovo titolare di Rodi, decano del capitolo della basilica Lateranense patriarcale. Segretario del SC del Consiglio 27 aprile 1875. Nunzio in Spagna, 20 febbraio 1877, è arrivato a Madrid il successivo 24 marzo.
Episcopato. Eletto arcivescovo titolare di Ancira, 16 marzo 1868. Consacrata, 12 luglio 1868, patriarcale basilica Lateranense, Roma, dal cardinale Costantino Patrizi Naro, vescovo di Porto e Santa

martedì 9 ottobre 2012

E’ SCOMPARSO DON ALTEO CAPPELLI, ERA PARROCO DI PIEVE THO’ E SAN RUFFILLO




Le esequie oggi martedì 9 ottobre alle ore 15.30 nella chiesa parrocchiale di San Ruffillo (Brisighella)

All'età di 76 anni e dopo 27 anni di servizio sacerdotale, è morto nella serata di sabato 7 ottobre, don Anteo Cappelli.
Cappelli don Anteo era nato a Brisighella il 5 settembre 1936 e dopo aver svolto l'attività lavorativa come ragioniere in una compagnia portuale di Livorno entrò nel Seminario regionale di Bologna. Il 15 giugno 1985 riceve l'ordinazione presbiterale dall'allora vescovo mons. Francesco Tarcisio Bertozzi.
Vicario parrocchiale a S. Savino in città, venne poi nominato parroco di San Rufillo l'8 novembre 1988. Il 29 gennaio 1998 venne nominato amministratore parrocchiale anche della Pieve di S. Giovanni Battista in Ottavo (Pieve Thò). Alla famiglia e, alla parrocchia di San Ruffillo e Pieve Tho’ le condoglianze della redazione

venerdì 17 agosto 2012

CARDINAL HOLIDAYS


LA PAROLA D’ORDINE PER PRELATI E MONSIGNORI IN VACANZA E’ AUSTERITA’ RATZINGER A “CASTELLO” LAVORA E FA SCUOLA. L’ERA WOJTYLA E’ FINITA. SILVESTRINI A DOBBIACO

IL FOGLIO. - La lunga talare nera filettata di rosso resta nell’armadio, appesa su grucce ottocentesche pronta per un nuovo inizio, il lavoro ordinario che solitamente riprende dopo la festa dell’Assunta e cioè dopo metà agosto. Oggi, anche per i cardinali di Santa romana chiesa, è tempo di vacanze: clergyman d’ordinanza su pantaloni scuri, perché va bene vestire casual ma senza esagerare. Certo, c’è anche chi osa di più, soprattutto dopo i travolgenti anni del pontificato di Karol Wojtyla. Fu Giovanni Paolo II a sdoganare, anche per i porporati, il look da montanaro: camicia a scacchi, pantaloni alla zuava e scarponi chiodati. Un look spaventevole per i monsignori che si erano a mala pena abituati alla buriana post conciliare, ma un portamento che ha fatto scuola tanto che ancora oggi sono diversi i principi della chiesa di passaggio sulle montagne italiane che accettano il rischio di farlo proprio. Certo, i tempi sono cambiati. Gli anni Ottanta, anni da bere non soltanto a Milano, anni di champagne come mai più, sono un ricordo sbiadito anche entro le mura leonine. Le vacanze di Wojtyla erano un evento, giorni spumeggianti in anni di brindisi. I giornalisti lo rincorrevano in ogni dove, lui scappava e improvvisava parecchio. Joaquín Navarro-Valls, il suo portavoce, ci costruì sopra una leggenda: il Papa saluta una mucca? Ecco i giornalisti chiamati per fotografare, riprendere, contribuire a creare una certa immagine dell’uomo vestito di bianco. Insomma: erano anni di abbondanza, in ogni senso, anche papale. E i cardinali, vescovi e monsignori che in qualche modo si adeguavano: non stupiva nessuno, allora, che il banchiere di Dio Paul Casimir Marcinkus organizzasse le sue vacanze lontano dal Vaticano muovendosi come un ministro o un capo di una grande “corporation”, uomini e soprattutto mezzi a propria disposizione. Quest’anno, invece, la regola d’oro è un’altra: austerity. I cardinali in vacanza sanno bene che anche per loro mala tempora currunt. Le casse sono piene, certo, ma non come una volta. Gli stipendi sono garantiti, ci mancherebbe, ma le parole pronunciate il 16 febbraio scorso alla riunione cardinalizia dedicata al bilancio preventivo del 2012 da monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, segretario della Prefettura degli affari economici – ha parlato della “necessità di adottare ulteriori riflessioni e approfondimenti” sulle previsioni di spesa della Santa Sede dell’anno in corso – hanno fatto venire il

giovedì 10 maggio 2012

SILVANO MONTEVECCHI VESCOVO DI ASCOLI PICENO, BRISIGHELLESE, SABATO 12 MAGGIO ORE 1O,30 CELEBRA IL 50° DI SACERDOZIO



Silvano Montevecchi (Villa San Giorgio (frazione di Brisighella), 31 marzo 1938) è un vescovo italiano.  Formazione Studia nel Seminario vescovile di Faenza; è ordinato presbitero il 16 giugno 1962.  Per quanto riguarda gli studi successivi consegue la Licenza in Sacra Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Roma; successivamente ottiene il Diploma di perfezionamento in Bioetica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma Diploma in Sociologia presso la Scuola Superiore delle A.C.L.I. Incarichi pastorali  Dapprima è cappellano nella parrocchia di San Giuseppe artigiano, insegnante di lettere in seminario e assistente degli aspiranti di A.C. Dal 1963 al 1971 è Vice rettore in Seminario e assistente della G.I.A.C.  Dal 1971 al 1983 viene nominato dapprima vicario con diritto di successione e poi arciprete della parrocchia di Russi (6.000 anime circa). Successivamente, dal 1983 al 1995 è Vicario generale della diocesi di Faenza-Modigliana e Rettore del seminario diocesano. Inoltre riveste altre cariche come Insegnante di bioetica presso la Scuola per operatori sanitari U.S.L. 37, Assistente dei Medici cattolici e Vicario episcopale per la vita consacrata. Nel 1988 è nominato Protonotario Apostolico ed Insegnante di Teologia Morale alla Scuola di Formazione Teologica per Laici.  Dal 1995 al 1997 è Parroco della Cattedrale di Faenza e in seguito è Amministratore Diocesano dal 19 maggio 1996 al 29 giugno 1997. Nomina vescovile:Il 30 agosto 1997 è eletto vescovo della diocesi di Ascoli Piceno. Riceve l'ordinazione episcopale il 4 ottobre 1997 dal cardinale Achille Silvestrini (coconsacranti: cardinale Pio Laghi, arcivescovo Benvenuto Italo Castellani). Ha poi conferito l'ordinazione episcopale a Giuseppe Petrocchi.
Rallegramenti e auguri dalla redazione a S.E. Silvano Montevecchi.  .