lunedì 11 febbraio 2013

NON HANNO SOLDI: DUE DIVIETI DI SOSTA INUTILI E DANNOSI.



Il Comune di Brisighella ha fatto o installato il divieto di sosta in ambo i lati in via Resistenza,  una strada larga 11 metri.
Una spesa inutile certamente,  fatta senza considerare le esigenze di chi si deve recarsi nelle aziende che ivi lavorano. Ovvio il danno alle aziende e per i clienti.
Un consiglio toglierli, e nel futuro guardare e riflettere bene prima di mettere i divieti.
Una proposta, installarne uno nel Piazzale della Stazione di fronte all’aiuola,  monumento di Sassi, con la sosta consentita di 15 minuti per chi si reca al Bar Stazione o acquistare i giornali, all’edicola se è aperta!. Questo un buon servizio ai cittadini.

sabato 9 febbraio 2013

CAMPANE DA MORTO PER L’ EX “PARCO DILETTI”, DOVEVA ESSERE IL RILANCIO DI BRISIGHELLA IL COMUNE DI BRISIGHELLA A ESCUSSO IN TEMPO LA FIDEUSSIONE A GARANZIA DI 60.000 EURO PER AVERE L’AREA VERDE?


Parco Diletti 1990 senza costruzioni (Della Verità)  - Plastico 2007 con fabbricati gli immobili contro la legge nel centro storico, la richiesta d’intellettuali e gli ex sindaci di Brisighella non accolta da Sangiorgi, PRG progetto arch. Ennio Nonni.

INSEGNA PER INDICARE UN PERCORSO TURISTICO.


DIFFICILE DA TROVARE,  SEGNALATO DA  UN TUSISTA


venerdì 8 febbraio 2013

Corriere della Sera > LA TERRA TREMA A BRISIGHELLA



La terra ha tremato alle 2.36 della notte. L'epicentro vicino ai comuni di Brisighella, Castel Bolognese e Riolo Terme. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 2:36 tra le province di Bologna e Ravenna. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 53,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni ravennati di Brisighella, Castel Bolognese e Riolo Terme, e di quello bolognese di Imola. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

ELEZIONI POLITICHE, LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE A BRISIGHELLA



Durante la campagna elettorale in occasione delle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 2013, il Movimento Cinque Stelle di Faenza comunica che allestirà banchetti per distribuire materiale informativo e incontrare i cittadini nelle giornate di mercoledì a Brisighella e di domenica a Fognano (dalle ore 10 alle ore 12).

AMARCORD*




LE “FESTE MEDIOEVALI” DEL 1983 -4^ Edizione-
Richiesta dati
Le Feste Medioevali, nate nel 1980, furono organizzate dal Comune di Brisighella e nello specifico dall’Assessore alla Cultura e poi Sindaco di Brisighella Vincenzo Galassini, con la direzione artistica del prof. Andrea Vitali. La direzione e la gestione del binomio Vitali-Galassini continuarono fino al 1995 giungendo ad una presenza di ben 35.000 visitatori paganti. Le Feste si autofinanziavano attraverso gli incassi derivati dalle entrate, dagli sponsor e dal finanziamento pubblico (contributi che in sedici anni, in moneta odierna, furono di soli 50.000 euro), e in particolare grazie alla partecipazione dei numerosissimi volontari provenienti da tutte le frazioni del Comune. Le Feste ottennero una risonanza nazionale ed europea, con un consenso impensabile da parte dei mass-media (stampa culturale e turistica, servizi televisivi Rai e locali), oltre a divenire oggetto di studio presso le più svariate università con numerose realizzazioni di tesi di laurea incentrate su un fenomeno considerato di straordinaria valenza sotto il profilo culturale, antropologico e commerciale.
Il Comune di Brisighella nel 1996 esonerò il prof. Vitali e l’Associazione Feste Medioevali, assegnando la gestione ad una società di Rimini. Successivamente creò una propria società “S.R.L.” a maggioranza pubblica, riducendo in seguito il capitale sociale per un passivo di gestione fino a giungere a liquidare la società pubblica nel 2010, azzerando il capitale nonostante i “sostanziali” contributi pubblici.
Poiché Vincenzo Galassini e il prof. Andrea Vitali stanno curando la realizzazione di un libro sulle prime sedici edizioni delle Feste (1980-1995) si richiede ai cittadini di contribuire con materiali fotografici, video, racconti, memorie e coinvolgimenti personali oltre a quant’altro possa essere utile per la “memoria storica delle Feste Medioevali”.
Contattare l’email brisighellaierioggi@gmail.com
o telefonare al 347. 430 98 38.

* Amarcord è oggi una parola della lingua italiana che indica il ricordo nostalgico, il parlare in modo malinconico di momenti ormai lontani nel tempo. Originariamente, però, il termine deriva dal dialetto romagnolo a m’arcord” che vuol dire “io mi ricordo“. L’uso a livello nazionale della parola e il suo nuovo significato si devono all’omonimo film di Federico Fellini del 1973. 

mercoledì 6 febbraio 2013

1774 - SAN GIUSEPPE BENEDETTO LABRE VISITA AL SANTUARIO DEL MONTICINO


La figura del santo. In questo mondo siamo tutti pellegrini nella valle di lacrime: camminiamo sempre per la via sicura della Religione, in Fede, Speranza, Carità, Umiltà, Orazione, Pazienza e Mortificazione cristiana, per giungere alla nostra patria del Paradiso". Era questa una delle massime preferite di S. Benedetto Giuseppe Labre, che ben corrisponde alla sua testimonianza di vita. Dei 35 anni che visse, almeno 13 li passò da "pellegrino" sulla strada. A giusto titolo perciò lo si definì "il vagabondo di Dio" o anche "lo zingaro di Cristo", espressioni ben più tenere che non "santo dei pidocchi", come venne pure denominato. Benedetto Giuseppe Labre nacque ad Amettes, presso Arras, il 26 marzo 1748, primo di 15 figli di modesti agricoltori. Fece qualche studio presso la scuola del villaggio e apprese i primi rudimenti del latino presso uno zio materno. Portato più alla vita contemplativa che al sacerdozio, sollecitò invano dai In questo mondo siamo tutti pellegrini nella valle di lacrime: camminiamo sempre per la via sicura della Religione, in Fede, Speranza, Carità, Umiltà, Orazione, Pazienza e Mortificazione cristiana, per giungere alla nostra patria del Paradiso". Era questa una delle massime preferite di S. Benedetto Giuseppe Labre, che ben corrisponde alla sua testimonianza di vita. Dei 35 anni che visse, almeno 13 li passò da "pellegrino" sulla strada. A giusto titolo perciò lo si definì "il vagabondo di Dio" o anche "lo zingaro di Cristo", espressioni ben più tenere che non "santo dei pidocchi", come venne pure denominato. Benedetto Giuseppe Labre nacque ad Amettes, presso Arras, il 26 marzo 1748, primo di 15 figli di modesti agricoltori. Fece qualche studio presso la scuola del villaggio e apprese i primi rudimenti del latino presso uno zio materno. Portato più alla vita contemplativa che al sacerdozio, sollecitò invano dai genitori il permesso di farsi trappista. Solo a diciotto anni poté fare richiesta d'ingresso alla certosa di S. Aldegonda, ma il parere dei monaci fu contrario. Stessa ripulsa ricevette dai cistercensi di Montagne in Normandia, dove giunse dopo aver percorso a piedi 60 leghe in pieno inverno. Solo sei settimane durò il suo soggiorno nella certosa di Neuville, e poco di più rimase nell'abbazia cistercense di Sept-Fons, di cui però avrebbe sempre portato la tunica e lo scapolare di novizio.  A 22 anni prese la grande decisione: il suo monastero sarebbe stato la strada, e più precisamente le strade di Roma. Nel sacco di povero pellegrino portava tutti i suoi tesori: il Nuovo Testamento, l'Imitazione di Cristo e il breviario che recitava ogni giorno; sul petto portava un crocifisso, al collo una corona e tra le mani un rosario. Mangiava appena un tozzo dì pane e qualche erba; non chiedeva la carità e, se la riceveva, si affrettava a renderne partecipi gli altri poveri, anche a rischio che il donatore, scorgendovi un gesto di scontentezza, facesse seguire alla moneta una gragnuola di bastonate (come effettivamente avvenne un giorno). Di notte riposava tra le rovine del Colosseo e le sue giornate le passava nella preghiera contemplativa e nei pellegrinaggi ai vari santuari: uno dei più cari al suo cuore fu quello di Loreto. Morì logorato dagli stenti e dall'assoluta mancanza d'igiene il 16 aprile 1783, nel retrobottega del macellaio Zaccarelli, presso la chiesa di S. Maria dei Monti, in cui venne sepolto tra grande concorso di popolo. Venne canonizzato nel 1881 da Leone XIII.

Altre notizie sul Santo.